5 stelle a tutto campo contro la giunta Antonelli: “Svilimento della democrazia”

I consiglieri del Movimento intervengono sui tre temi affrontati dal consiglio comunale: ospedale unico, tari e polo intermodale di Sacconago

consiglio comunale busto arsizio 2019

Il Movimento 5 Stelle a tutto campo sui temi del consiglio comunale di martedì sera nel quale si è discusso del nuovo ospedale, della Tari e del polo intermodale di Sacconago. Di seguito la nota integrale a firma di Claudia Cerini e Luigi Genoni.

 

Nel consiglio comunale di martedì sera è andato in scena lo svilimento della democrazia e della partecipazione. In ordine la maggioranza ha approvato la deroga al dibattito pubblico previsto per legge sulle grandi infrastrutture, in merito alla costruzione del nuovo ospedale.

La legge prevede infatti un tempo tra i 4 e i 6 mesi di confronto pubblico all’inizio del progetto, quando ancora tutte le possibilità si possono vagliare, comprese alternative e opportunità di realizzare un’opera. Questa amministrazione ritiene però che questa fase possa essere saltata e ai cittadini presentata già una soluzione vagliata degli amministratori.

Con la scusa che occorre decidere in fretta per non perdere i soldi del PNRR (di cui non si sa ancora se saranno destinati solo a riqualificazioni) si è scelto di togliere ai cittadini la possibilità di intervenire sul futuro della sanità.

Questi soldi, in realtà, Regione Lombardia ha già dichiarato più volte di averli messi a bilancio, quindi la fretta sembra tanto una scusa per poter tagliare una fase prevista dal legislatore a tutela dei valori democratici, come è stato fatto per Accam, dove la fase partecipativa si è ridotta all’invio di osservazioni scritte senza possibilità di dibattito o come sta succedendo con il PGT dove la fase di richiesta di proposte, che si conclude oggi, non è stata accompagnata da nessun incontro pubblico a spiegazione degli intenti del nuovo piano urbanistico della città.

Il sindaco si nasconde dietro un “dobbiamo agire in fretta” frase ripetuta più volte (e allora perché non avete avviato prima questa fase c’è da domandarsi, avete auto 5 anni) e non nasconde che comunque secondo lui è inutile interpellare i cittadini in quanto non hanno le competenze dei tecnici e farebbero solo osservazioni superficiali e di pancia. Peccato che i dubbi sull’opportunità di accorpare gli ospedali l’abbia espressa lo stesso Salvini, leader della lega, in un incontro a Gallarate, come pure a Milano l’assessore Maran stia frenando sugli accorpamenti del San Carlo e del San Paolo.

D’altronde è sotto gli occhi di tutti il fatto che, durante l’emergenza covid, la mancanza di presidi territoriali ha avuto gravi ripercussioni su salute e spesso vita dei cittadini. Ma soprattutto sono state valutate le alternative, come la riqualificazione del sito esistente? La valutazione di possibili alternative sono passaggi previsti, ad esempio, nelle valutazioni ambientali, ma l’amministrazione è sorda a queste richieste.

Per l’ennesima volta questa amministrazione si dimostra autoreferenziale e dogmatica, la sua parola è legge. Poi va nei quartieri a raccontare che ha riasfaltato due strade, mentre si rifiuta di voler trattare con i cittadini i veri temi che cambieranno il volto della città. Su quelli i cittadini non sono competenti secondo loro.

Ma non è tutto, nello stesso consiglio di ieri sono poi stati votati un aumento della tari che inciderà tantissimo sulle famiglie per le quali sono previsti i coefficienti massimi di legge, andando a infierire in modo particolare sulle famiglie numerose, che già hanno le loro difficoltà. Anche se l’aumento è stato giustificato come un adeguamento di legge, non è certo un obbligo prevedere i coefficienti massimi per la parte variabile (infatti per le utenze non domestiche, per alcuni settori, il comune interviene con uno sconto fino al 50%). Sarà un bel salasso l’anno prossimo questo aumento, per di più non c’è nessun riscontro premiale per i cittadini perché la tariffa continua a essere calcolata sui metri quadri di abitazione e sul numero dei componenti famigliari, senza tenere conto di quanti rifiuti effettivamente un nucleo famigliare produce. Banalmente, se un cittadino si impegna per differenziare meglio, dovrebbe anche avere uno sconto sulla tariffa. Non sono certo i metri quadri di un appartamento a generare rifiuti.

E infine, ma non meno importante, è stata approvata una delibera per sdemanializzare due strade vicinali nell’area di Madonna in Campagna a Sacconago, primo passaggio in vista dell’ampliamento del polo intermodale di Ferrovie Nord. Questo progetto, che comprenderà anche un vero e proprio polo logistico, è altamente impattante per un territorio che ha già subito un consumo di suolo devastante quando l’area agricola è stata trasformata in area industriale. Nelle previsioni del piano regolatore, altri 265.000 metri quadri di aree agricole saranno trasformati in area cementata e edifici logistici per l’interscambio delle merci tra treni e camion. Un progetto fermo da anni che oggi, purtroppo, sembra prendere forma.

I poli intermodali sono sicuramente importanti, ma ha senso farlo a Busto Arsizio? Abbiamo già nell’area nord
ovest la presenza di Hupac che in un solo anno trasferisce 450 mila unità dalla strada alla rotaia (che poi
vuol dire altrettanti camion all’anno), è stata fatta una valutazione di impatto ambientale prima di fare un
altro polo simile in città? Per di più a ridosso di un centro abitato… forse è utopistico aspettarsi che qualche
scelta venga fatta in ottica di tutela ambientale e del territorio? Invece così, sparirà quella fascia di verde di
mitigazione della ferrovia proprio a ridosso della chiesetta di Madonna in Campagna, grazie agli assessori
come Mariani che affermano con orgoglio che il mercato chiede poli logistici e lui non vuole farsi sfuggire
queste opportunità.

Orlando Mastrillo
orlando.mastrillo@varesenews.it

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Pubblicato il 01 Luglio 2021
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