Mapelli, cuore di capitano: “Il Varese è un gruppo unito. Vogliamo fare qualcosa di importante”

Il difensore biancorosso chiama a raccolta i tifosi: "In Serie D non ci sono piazze come questa. I tifosi ci danno una mano e li vogliamo al nostro fianco

francesco mapelli città di varese

Nell’estate del 2020 è stato uno dei primi a sposare il nuovo corso del Città di Varese, che da poche settimane aveva fatto il grande salto in Serie D. Francesco Mapelli si è inserito quindi da subito nel mosaico biancorosso e anche in campo è diventato un punto di riferimento, tanto da vestire sin dalle prime giornate la fascia di capitano. Una partenza difficile, il cambio di allenatore, tante problematiche legate al Covid e una stagione lunghissima terminata con una salvezza fortemente voluta. In tutto questo Mapelli è stato uno dei trascinatori della squadra, dando solidità al pacchetto difensivo e leadership in campo.

Un legame, quello tra il difensore brianzolo e il Varese, iniziato dal settore giovanile, quando vestì la maglia della Primavera biancorossaLa sua storia con il Varese è iniziata dal Settore Giovanile. «Ho dei bellissimi ricordi – spiega Mapelli – di quella stagione. Giocavo in Primavera con Gianluca Antonelli ma ho vissuto con la prima squadra a trasferta a Catania, quando mister Stefano Bettinelli mi ha convocato. Per me quello rimane uno dei momenti più belli: mi ricordo benissimo viaggio, l’alloggio e lo stadio. Era stata una bella partita, purtroppo abbiamo perso, anche se per il Varese segnò Neto Pereira. All’aeroporto di Catania, prima di tornare, mi ricordo l’arrivo dei tifosi del Varese che hanno fatto cori per tutto il tempo.

E come è andato il ritorno in biancorosso nella passata stagione?

Mi ha chiamato Andrea Scandola a metà luglio anticipandomi questa possibilità e, quando poi è andato tutto in porto, ho detto subito sì perché piazze come Varese in Serie D non ce ne sono.

E cosa l’ha convinta a restare questa estate?

L’anno scorso mi sono sentito responsabilizzato, indossare la fascia di capitano è stato un privilegio e un onore. Anche prima dell’accordo ero d’accordo con la dirigenza di proseguire assieme e così è stato.

Sin dalle prime giornate della passata stagione, anche se non designato, è stato il capitano di questa squadra. Come ci si sente nei panni del capitano?

All’inizio c’erano compagni più grandi ed esperti, poi però è capitato e sono felice. Indossare la fascia, avere il rispetto della squadra ed essere punto riferimento dei compagni mi fa piacere. Anche ricevere le telefonate da parte degli altri ragazzi che chiedono consigli mi fa sentire importante e sono contento perché questo è un gruppo di persone perbene.

francesco mapelli città di varese

Che differenze e quali somiglianze ci sono tra il Varese di quest’anno e quello dell’anno scorso?

A livello organizzativo, come naturale dopo un primo anno, si sono sistemate le cose. A livello di squadra invece, almeno a inizio anno, non abbiamo trovato quella continuità di risultati che si sperava. Quest’anno siamo rimasti in una decina, conosciamo idee e modo di lavorare del mister e tutta la squadra va nella stessa direzione. Siamo tutti più compatti.

La difesa ancora sembra non essersi registrata al meglio. Quali sono gli aspetti che secondo lei vanno migliorati?

Penso che in alcune partite, come Novara o Borgosesia, abbiamo buttato via dei punti che meritavamo. In tante situazioni volevamo vincere e abbiamo concesso più spazi agli avversari. Giochiamo magari in maniera più offensiva e questo ci fa scoprire un po’. Però la cosa che più mi dà fastidio è subire gol e quando capita ci ripenso nei giorni dopo. La nostra idea è quella di concedere il meno possibile.

Quale può essere l’obiettivo del Varese in questa stagione?

Vogliamo fare qualcosa di importante, che sia vincere o stare nella parte alta della classifica. La cosa che più mi preme è portare entusiasmo in una piazza così. Il tifo che c’è qui non è da tutti e ci dà una grande mano. Per noi è un grande vantaggio. Spero che con i risultati si possa portare più gente allo stadio

A livello personale quale traguardo si è posto?

Spero di trovare la continuità dell’anno scorso. Sono uno che pensa alla squadra, se va bene tutto e la squadra vince sono contento. Non mi accontento di una buona prestazione se la squadra perde.

Domenica arriva il Chieri, capolista a sorpresa. Che gara si aspetta?

Non me l’aspettavo ma credo che sia una buona squadra. Conosco molti giocatori, so che sono un’ottima gara. Loro proveranno a giocare perché hanno tanta qualità. noi proveremo a fare la nostra partita e fare il risultato

Ai tifosi del Varese vuole mandare un messaggio?

Spero che venga più pubblico possibile allo stadio perché ci danno una grande mano. Ci sono situazioni che grazie al tifo ti aiutano a indirizzare la partita e noi speriamo di avere i nostri sostenitori al nostro fianco.

Francesco Mazzoleni
francesco.mazzoleni@varesenews.it
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Pubblicato il 13 Ottobre 2021
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