Scritte fasciste a Gavirate vicino alla sede del Partito democratico

Prese di mira via Gerli Arioli e altre strade del centro. La denuncia dei giovani del Pd: “Vigliaccheria e degrado morale preoccupante“. I commenti dei democratici di Gavirate

gavirate scritte fasciste

Risveglio con l’amaro in bocca a Gavirate per i residenti del centro storico che hanno trovato mercoledì mattina scritte con svastiche e apologie di fascismo varie sui muri di alcune vie.

In particolare quello che desta preoccupazione è la vicinanza con la sede del partito democratico di via Gerli Arioli col muro rovinato dalla scritta “Sezione N.Bombacci“ seguita da una croce celtica siglata “FdG“ (uno dei gerarchi ucciso a piazzale Loreto il 28 aprile 1945 e arrivato del fascismo dopo aver militato nel Pci ed esserne stato uno dei fondatori, nel 1921 ndr).

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Scritte sulle quali stanno indagando le forze dell’ordine: del fatto sono stati informati i carabinieri della locale stazione e la Digos di Varese.

Sulla questione i Giovani Democratici di Gavirate che hanno la loro sede a poche decine di metri dalle scritte «esprimono la ferma condanna, nei confronti degli autori di queste azioni, che portano dispiacere, amarezza e assoluta rabbia. Quali non trovano alcuna giustificazione comprensibile, né liquidati come semplice stupidità. Si tratta di atti odiosi, che invocano una parte di storia, quale non ha fatto assolutamente bene all’Italia, riportare riferimenti a essa, è sintomo di vigliaccheria e degrado morale preoccupante, tra cui la gravità travalica anche i danni economici per la ripulitura di queste immagini indecorose».

Il segretario cittadino dei giovani democratici Pierluigi Lucchina afferma: «Vedere quelle immagini ci ha provocato grande tristezza. Sono rimasto davvero sorpreso, nel 2021, credo sia davvero ridicolo e poco nobile compiere determinati comportamenti. Una vicenda che non può passare inosservata, ma condannata. Un fatto cha a livello sociale preoccupa, ma la nostra reazione sarà quella di fornire un nostro aiuto, nel ripulire i muri imbrattati».

I giovani del Pd, supportati dal consigliere comunale Roberto Zocchi, si dicono infine «certi che tutte le istituzioni e associazioni locali sono unite contro atti di questo genere. Si spera che i protagonisti, facendosi un esame di coscienza, possano pensare e valutare alla gravità di questi comportamenti e prendersi le proprie responsabilità».

«Profonda tristezze ma anche pietà per noi ha scelto di mettere in atto un gesto tanto vile quanto brutto» è il commento che il consigliere di Gavirate Roberto Zocchi affida alla sua pagina Facebook – nemmeno mi soffermo sul contenuto e sul presunto significato ddi tale gesto, che lascia molto meno del tempo che avranno impiegato per metterlo in atto.  Mi preme però considerare quanto tali sfregi siano brutti, rappresentanti di un brutto fatto mai.
Cari ignoti a Gavirate siamo abituati a trovare il bello sui muri del nostro paese. Il dipinto di Riavo, il manifesto Rodariano, le poesie sulle facciate di Fignano… solo per citarne alcuni…Ecco direi proprio questo: “ Chi ha a cuore il proprio paese e la Democrazia: sceglie il bello!!!”

Commenta anche l’esponente del PD di Gavirate Marco Tuozzo:  «Vandali fascistoidi hanno imbrattato i muri del Circolo PD “Gianni Rodari” di Gavirate nonché altri luoghi in paese.
La Sindaca Alberio si è già attivata presso la locale Stazione dei Carabinieri.
In zona ci sono diverse telecamere….
….Io sarei contento anche solo di vederli ripulire quando hanno sporcato e di rimandarli a scuola ad un corso di educazione civica».

Interviene anche  il capogruppo del gruppo di opposizione in consiglio Selvino Beccari: « Anche ai nostri giorni, a quasi un secolo dalla Liberazione del nostro Paese,  ha senso affermare con decisone il valore della lotta contro il nazifascismo che è stata lotta per l’affermazione dei valori di democrazia espressi con attenzione  e acume nella nostra incompiuta Carta Costituzionale. Le scritte apparse in più punti sui muri della nostra Gavirate debbono richiamarci  alle riflessioni profonde  che hanno condotto alla costruzione  dell’Italia democratica. Questo vuol dire non solo guardare al lontano passato di lotta di liberazione, condotta da più  forze che si ispiravano a diversi pensieri ed a diverse culture,  ma difendere ora il senso delle scelte allora compiute ed attuali a distanza di oltre mezzo secolo. Tra l’altro vuol dire difendere ora la democrazia rappresentativa contro ogni deriva qualunquista e populista che la vorrebbe contrapporle una democrazia diretta senza garanzie di rappresentatività; vuol dire difendere il principio dell’assenza di vincolo di mandato per gli eletti  nelle istituzioni in quanto  ogni eletto rappresenta l’intera collettività e non solamente il gruppo di appartenenza che, incidentalmente,  troppo spesso abbiamo visto volteggiare da un estremo all’altro; vuol dire difendere l’art.3 comma 2 della Costituzione che mira a dare pari opportunità ai cittadini per premiare il merito e quindi rifuggendo soluzioni populiste di redditi garantiti a prescindere; vuol dire tenere fede alla nostra collocazione internazionale senza cedere ad opportunistiche e setose scorciatoie.  Le scritte nazifasciste hanno offeso l’intera collettività gaviratese».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 27 Ottobre 2021
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  1. Scritto da Felice

    Attendiamo il solito commento finto-moralista da parte di qualche forza politica che si proclama contro tutti gli “ismi” dimenticando che ultimamente di “ismi” a sinistra non se ne vede l’ombra mentre di “ismi” di estrema destra ne siamo invasi e vengono ben tollerati visto che ci stiamo ancora a chiedere se sia giusto o meno scogliere pseudo-partiti politici che inneggiano alle leggi razziali e alla violenza squadrista.
    Evidentemente dopo la guerra non siamo riusciti a regolare del tutto i conti, non abbiamo avuto la nostra Norimberga italiana, ed ora ci tocca sopportare questi rigurgiti che denotano una ignoranza abissale.

  2. Scritto da Viacolvento

    Il mese scorso sono state imbrattate le sedi della Lega di Torino e di Caravaggio da parte di qualche “ismo” che per Felice non esiste.

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