Gli infermieri della Fondazione Molina protagonisti della “campagna acquisti” in Sud America

La carenza di figure specializzate mette in difficoltà il sistema dove, però, è cambiato il tipo di cura. Il Presidente di Uneba chiede l'intervento di Stato e Regioni per allineare la formazione ai nuovi livelli di assistenza

Il personale infermieristico non si trova? Uneba, l’associazione di categoria che raduna un migliaio di RSA in Italia, si promuove in Sud America.

Con un video girato in gran parte alla Fondazione Molina di Varese, l’associazione cercherà professionisti formati nelle università di Perù, Paraguay e Argentina.

Gli infermieri della RSA varesina raccontano, con sottotitoli in spagnolo, la loro quotidianità, la scelta fatta, la relazione con gli ospiti, le competenze richieste e le possibilità di migliorare. Una testimonianza di una professionista che arriva da Assuncion (Paraguay)  permette, inoltre, di avere un’idea di cosa occorra per vedersi riconosciuto il titolo e superare le barriere linguistiche.

L’iniziativa di reclutamento arriva alla fine di un periodo davvero molto complicato dove gli infermieri sono stati quasi del tutto assorbiti dal settore sanitario ( ospedali soprattutto e poliambulatori) piuttosto che dirottati in strutture del Canton Ticino. 

Nel lungo promo di una decina di minuti si sottolineano i punti di forza, collegati anche ai progetti di vita di ciascuno, le differenze con il sistema ospedaliero, le prospettive di carriera.

A livello nazionale, la carenza di infermieri è stimato di circa 63.000 figure di cui circa 9500 nella sola Lombardia. Le prospettive future non sono rosee perché si stima che ne andranno in pensione 30.000 nei prossimi due anni. Nel solo nell’ambito sociosanitario, mancano circa 3 infermieri ogni 100 posti letto, ovvero 4000 infermieri in Lombardia. Questo si tramuta in standard assistenziali di minore qualità, in ritmi di lavoro più duri per gli infermieri in servizio con aumento dei rischi per gli assistiti, e interi servizi chiusi perché non si può garantire la presenza di infermieri per le 24 ore.

I segnali che arrivano anche dalle università non sono confortanti: lo scorso anno le iscrizioni ai test di ingresso hanno segnato un pericoloso calo e, di fatto, la quasi totalità degli iscritti al test ha avuto accesso a un corso di laurea. Complici anche le notizie dei due anni difficili che il personale ospedaliero ha vissuto durante la pandemia, il timore è che ci sia una disaffezione verso questa professione.

L’iniziativa sudamericana si inserisce, però, in un discorso più ampio che chiama in causa anche Stato e Regione: « Oggi assistiamo a nuovi bisogni di assistenza rispetto a quelli che c’erano negli anni ’70 quando venne istituito il SSN – spiega l’avvocato Luca Degai, Presidente di Uneba – C’è maggior fragilità, c’è tanta cronicità e c’è meno acuzie. Allora, si pone il problema di una formazione allargata: da una parte occorrerebbe rivedere i parametri di attivazione dei posti per le professioni medico sanitarie, ma dall’altro si deve domandare un percorso formativo superiore di operatori socio sanitari che sia efficiente e mirato alla professione immediatamente dopo il diploma. Oggi i nostri ragazzi devono sostenere ulteriori corsi ed esami per entrare in strutture, nonostante i 5 anni di formazione a scuola: allora adeguiamo questi percorsi per renderli immediatamente professionalizzanti».

L’avvocato Degani pone poi un’ultima questione: « Oggi i bisogni richiedono una diversa organizzazione: permettiamo quindi ai sanitari specializzati di poter sovrintendere a compiti che possano svolgere figure paramediche, con compiti meno legati all’acuzie e più di presa in carico della cronicità».

di
Pubblicato il 21 Aprile 2022
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.