La truffa dell’asfalto arriva a Casciago
"Ci avanza dell’asfalto, ci accordiamo per sistemare il vostro spiazzo?": con questo approccio un imprenditore casciaghese è stato avvicinato dai titolari di una "ditta". La cifra pattuita è schizzata verso l'alto, ma è arrivata la Polizia
La truffa dell’asfalto arriva a Casciago. Con una modalità ormai arcinota, un imprenditore del paese è stato avvicinato da due persone dallo spiccato accento inglese (forse sono gli irlandesi di cui si parla in diversi articoli, accompagnati da un altro soggetto forse di nazionalità rumena) che gli hanno proposto di eseguire lavori di asfaltatura ad un prezzo conveniente con il consueto approccio: “Ci avanza dell’asfalto, ci accordiamo per sistemare il vostro spiazzo?”.
Detto fatto, accordo trovato per una cifra inferiore a quella di mercato e via ai lavori, con la “ditta esecutrice” che si presenta con macchinari e diversi operai: in poco tempo, nel giro di una mattinata, l’asfalto è stato gettato, senza operazioni di raschiamento della superficie come si usa fare di solito, ma con sostanze liquide per facilitare la presa del nuovo manto per rendere più veloce l’esecuzione delle operazioni.
Come ogni volta, la cifra pattuita all’inizio, con tanto di accordo firmato, tracciamento del pagamento e così via, è schizzata verso l’alto, quintuplicando il dovuto. Ma stavolta, prima che si arrivasse alla proposta di pagamento della differenza “in nero”, ci si è messa la Polizia di Stato, arrivata sul posto nella tarda mattinata di mercoledì 20 aprile: tre pattuglie hanno fermato i lavoratori, tutti stranieri, di cui verrà vagliata la posizione (il tentativo di fuga di alcuni di loro fa pensare che non tutti fossero in regola al 100%); i macchinari, per lo più datati, sono stati portati fuori dal piazzale liberandolo per permettere all’attività di andare avanti senza ulteriori ricatti tipo “se non pagate non togliamo rulli, betoniera e attrezzi vari”.
Trasportati tutti in Questura per chiarire la situazione, l’imprenditore ha spiegato la propria posizione e, al di là della giornata di lavoro persa, se l’è cavata pagando la cifra pattuita inizialmente per il lavoro richiesto (ed effettivamente portato a termine) senza aggravi ulteriori. Sulla posizione dei lavoratori e dei loro datori di lavoro saranno la Polizia di Stato e l’Ispettorato del Lavoro a stabilire se è tutto in regola o se ci sono irregolarità. I macchinari sono stati portati via in giornata e dopo un po’ di trambusto iniziale, tutto è tornato regolare.
L’invito è di prestare attenzione e non accettare offerte apparentemente allettanti, ma che nascondono molto spesso brutte sorprese.
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