Il processo per l’albergo di Cuveglio “trasformato” in clinica per anziani

Tre gli imputati per fatti contestati cinque anni fa. Sentiti in aula i testimoni, tra cui una operatrice socio sanitaria

Avarie

Era un albergo preferito e frequentato da ospiti anziani accolti nel cuore della verde Valcuvia? Oppure una clinica-ricovero senza i requisiti imposti dalle leggi regionali e dalle autorità sanitarie locali? È a queste domande che il giudice monocratico di Varese dovrà dare risposta in un giudizio in corso e che vede imputate 3 persone per il “caso” dell’albergo San Giacomo di Cuveglio messo sotto sequestro dalla magistratura cinque anni fa.

Gli accertamenti al San Giacomo vennero eseguiti nel febbraio 2017 con tecnici Ats che hanno rilevato infrazioni e venne disposto sgombero e il sequestro dell’immobile”, ha spiegato il primo teste sentito in aula, il comandante della stazione dei carabinieri di Cuvio che eseguirono l’accesso alla struttura “che si presentava pulita e in ordine”, ha aggiunto il militare rispondendo alla domanda della difesa.

Nell’udienza di mercoledì mattina è stata sentita anche una teste assunta come “asa” che ha riferito di lavorare non come semplice inserviente per le 35 camere dell’immobile, bensì come operatrice socio sanitaria assieme ad alcune colleghe per accudire gli anziani ospiti. “Nella struttura operavano anche medici”.

I reati contestati sono esercizio arbitrario della professione medica, contravvenzione alle leggi sanitarie regionali e violenza privata: quest’ultimo caso riguarda l’ipotesi denunciata da una ospite per una somministrazione di farmaci contro la sua volontà. Altri testi verranno chiamati dalla difesa dell’avvocato Massimo Vaglio, che verranno sentiti il prossimo 21 febbraio.

La proprietà dell’immobile risulta estranea alle indagini e all’attuale fase processuale.

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Pubblicato il 18 Maggio 2022
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Commenti

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  1. Scritto da Viacolvento

    Assurdo che prima di sentire gli altri testi debbano trascorrere più di nove mesi.

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