Sul campeggio di Azzate arriva la decisione del Tar: “Il curatore fallimentare deve rimuovere i rifiuti”
I lavori sono fermi ormai da tempo e nella vasta area coperta ancora da rifiuti di vario genere, la vegetazione sta prendendo il sopravvento
Il curatore fallimentare deve rimuovere i rifiuti dall’ex campeggio di Azzate. La decisione del Tar è arrivata nei giorni scorsi e va nella direzione auspicata dalla nuova proprietà. I lavori sono fermi ormai da tempo e nella vasta area coperta ancora da rifiuti di vario genere, la vegetazione sta prendendo il sopravvento. Più passano i mesi e più cresce il rischio che i costi della bonifica della zona lievitino in maniera incontrollata.
«Il Tribunale Amministrativo Regionale ha stabilito che deve considerarsi prevalente l’interesse pubblico a una tempestiva rimozione dei fattori ambientali presenti nel sito – spiega l’avvocato della proprietà, Simone Faccio – . Dal canto nostro abbiamo già depositato al procuratore il piano di lavoro per la rimozione di tutti i rifiuti presenti nel campeggio; speriamo che il provvedimento del Tar, che non sospende le ordinanze del Comune che imponevano al curatore di procedere alla rimozione dei rifiuti e la messa in sicurezza dell’area, possa venire eseguito tempestivamente dal fallimento perché il rischio di aumento dei costi dovuto al ritardo è molto concreto.
Il curatore non può procedere in autonomia ma ci si chiede di fronte a un’indagine della distrettuale antimafia, ed ora anche una decisione del Tar che ha ritenuto prioritario la tutela dell’interesse pubblico rispetto agli interessi di parte, che cos’altro ci sia da attendere per autorizzare il curatore a intervenire. Va considerato peraltro – continua l’avvocato Faccio – che lo stesso fallimento ha individuato soggetti che ritiene responsabili delle violazioni del codice dell’ambiente e che il fallimento ha gli strumenti eventualmente per rivalersi nei loro confronti qualora responsabili. Vorrei d’altra parte ricordare che ormai è più di un anno che l’aggiudicazione è avvenuta e dal primo sopralluogo del Comune nell’ ottobre 2021 oramai sono passati 10 mesi e i rifiuti si trovano ancora a terra. Solo la proprietà fino ad oggi ha operato per eliminare i rifiuti più pericolosi visibili a prima vista, ma è necessario intervenire concretamente aprendo tutti i singoli cumuli di rifiuto per capirne e caratterizzarne la tipologia».
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