Porte aperte del Comune dalle 6.30 del mattino, così il vicesindaco di Azzate va incontro ai cittadini

Giacomo Tamborini parla del suo "volontariato comunitario" e di un' idea di politica al servizio della comunità

Giacomo tamborini

Una delle prime cose che ha fatto è stato mettere l’orario di ricevimento al pubblico alle 6.30 del mattino. Giacomo Tamborini, braccio destro di Simone Raffaele, è un po’ l’enfant prodige della giunta, l’uomo “sbucato dal nulla” nelle ultime amministrative di Azzate, che ha sparigliato un po’ le carte. 

In realtà di lui si era già sentito parlare in occasione delle elezioni a Varese, quando decise di occuparsi di comunicazione e relazioni al fianco di Matteo Bianchi sostenendo la lista“Varese Città Giardino per Matteo Bianchi Sindaco”. Come andò in quel caso è storia (vinse Galimberti) ma il giovane Tamborini non ha mai abbandonato la politica e nelle ultime amministrative, nella lista Civica Azzate a Colori, ha fatto incetta di voti, aggiudicandosi così la poltrona da vice sindaco. 

A sei mesi dalle elezioni Giacomo Tamborini fa un primo bilancio dell’attività dell’amministrazione e spiega perché ha scelto di “scendere in campo”.

«Sono convinto che il territorio conti sempre meno. Agli enti locali vengono demandate grosse responsabilità, ma poi non ci sono mezzi, gli strumenti, le capacità economiche. E quindi che cosa succede? Che nessuno vuole più impegnarsi, mettersi in gioco. Il terzo mandato per i sindaci scoraggia il ricambio, anche generazionale. Invece il cittadino, che si è disinnamorato della politica, ha bisogno di avere risposte, di trovare un interlocutore motivato».

E qui salta fuori l’idea di aprire le porte del Comune alle 6.30: «Dormo poco da sempre – scherza Tamborini -non mi costa nulla. Trovavo assurdo che la gente dovesse perdere ore di lavoro per venire a parlare con qualcuno di varie questioni burocratiche o amministrative. Io ricevo tutti giorni dalle 6.30 alle 8.30 e la gente viene. Il cittadino ha più fiducia nel Comune che nello Stato, e le ragioni sono ovvie: l’assessore è il tuo vicino di casa, da lui ti aspetti delle soluzioni possibilmente veloci. Noi cerchiamo di rispondere a tutti, con un’email o un colpo di telefono. Io l’ho definito “volontariato comunitario”. Poi certo dobbiamo fare i conti con la burocrazia, con i bilanci da far quadrare. Ma il nostro punto fermo resta  dare ascolto e mettere in relazione le varie realtà del territorio».

E le relazioni hanno portato già qualche frutto: «I contatti con una grande azienda del territorio ci hanno permesso di ottenere 7 pc portatili che abbiamo dato in dotazione alla scuola elementare di Azzate. Poi dovremo concentrarci sulla scuola media: dobbiamo cercare di risolvere, insieme agli altri Comuni che fanno parte della gestione associata della Valbossa, tutti i problemi strutturali dell’edificio. Abbiamo partecipato ad un bando che ci permetterà, se dovessimo vincerlo, di disporre di oltre 2 milioni di euro. Una cifra importante che ci permetterà di riqualificare la scuola».

Continuano anche i lavori avviati dalla precedente amministrazione: «Il cantiere dell’ex Pesa avanza secondo programma così come la sostituzione delle lampade Led. Un grande aiuto arriverà dalla quota dei ristorni destinata al nostro Comune che rientra nel territorio di confine con la Svizzera: investiremo quei fondi in opere pubbliche e non solo»

«Ci siamo concentrati molto anche sul sociale -conclude Tamborini – Norma Croci sta facendo un ottimo lavoro e con il consigliere di minoranza Rampi, che ha dato disponibilità e collaborazione sul tema, stiamo preparando un regolamento per la Consulta  dei giovani. Per loro vogliamo uno spazio adeguato che duri nel tempo e progetti che educativi veri. La “Tettoia Pinardi” di Don Bosco non è più sufficiente»

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Pubblicato il 24 Gennaio 2024
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