“Rotta verso Est”. Il lungo viaggio di Flavio da Angera al Giappone attraversando l’Asia

Partito da Istanbul tre mesi fa, Flavio Arrigoni sta esplorando l'Asia spostandosi prevalentemente via terra: Turchia, Caucaso, Georgia, Armenia, Iran, Dubai, India, Nepal, Malesia, Tailandia le tappe del suo straordinario viaggio di scoperta

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Mollare tutto e partire. Chissà in quanti l’avranno pensato e quanti l’avranno fatto, per poi accorgersi che nella dimensione del viaggio, quello che abbiamo lasciato spesso stava nella nostra mente, più che nelle cose materiali. Pregiudizi, convinzioni, pensieri, programmi… È un po’ quello che è accaduto a Flavio Arrigoni, giovane di Angera che da alcuni mesi sta compiendo una vera “rotta di esplorazione” verso Est. Un viaggio lento, a basso budget, che non è da intendersi né come una vacanza né come un anno sabbatico ma come un percorso su “tempi umani” di scoperta ed esplorazione, nel significato più autentico della parola. Italia, Albania, Turchia, Caucaso, Georgia, Armenia, Iran, Dubai, India, Nepal, Malesia, Tailandia sono state finora le tappe di questo itinerario straordinario, non solo per le mete scelte ma anche perché svolto nella maggior parte via terra, spostandosi con mezzi pubblici, come autobus, treni e traghetti.

«Il mio progetto iniziale – racconta Flavio – era quello di un viaggio molto più lungo di quello che poi nella realtà si sta concretizzando e che avrebbe dovuto proseguire fino al 2025. Un viaggio prevalentemente senza voli, anche se poi in alcune situazioni ho dovuto necessariamente prendere l’aereo, sia per questioni burocratiche che per necessità. Non è semplice viaggiare in questo modo, soprattutto perché ci sono alcune frontiere difficili e altre che sono addirittura chiuse. Il mio piano iniziale, ad esempio prevedeva di passare, sempre via terra, anche per Pakistan e Birmania ma non è stato possibile per la situazione attuale. Avrei dovuto essere scortato dall’esercito in alcuni tratti e in quel momento personalmente non me la sono sentita di vivere quell’esperienza, ma ho incontrato persone che lo hanno fatto. Ora un po’ mi sono pentito di non aver provato».

Flavio è partito da Angera anche se in realtà il suo viaggio vero e proprio alla scoperta dell’Asia, ha Istanbul come punto di inizio, per arrivare a Tokyo per la fioritura dei ciliegi. «Una scelta che non è casuale – precisa -. Quel periodo è molto importante per la cultura nipponica e anche per una questione filosofica. Volevo arrivare in Giappone, non in un momento qualsiasi ma proprio durante la fioritura. Ho deciso poi, strada facendo di ridurre la durata del viaggio ed essendo partito prima, ho l’obiettivo di arrivare alla meta proprio per questa primavera».

La fioritura è uno dei più efficaci e poetici simboli della rinascita, di un nuovo inizio con la consapevolezza di aver macinato migliaia di chilometri e soprattutto incontrato decine di persone diverse e vissuto momenti incredibili, potendoli apprezzare a pieno, senza la frenesia della quotidianità: «Quelli indimenticabili fino a questo momento sono tutti collegati alle persone che ho incontrato – prosegue Flavio -. Certo vedere luoghi e monumenti ha il suo fascino ma sono gli incontri a fare la differenza. Penso alle ragazze, alle donne e anche ai ragazzi che ho conosciuto in Iran. Giovani coraggiosi che non hanno paura di ribellarsi per affermare la propria libertà e di mettersi a fianco di chi lotta per i propri diritti. In India invece ho conosciuto un ragazzo che era nella mia stanza di ostello e mi ha portato in riva al Gange per fare il bagno. L’acqua era gelata perché eravamo in un punto in montagna. Lui è rimasto in meditazione, nell’acqua fredda del fiume, seduto e immobile per mezz’ora. Ho visto con i miei occhi la potenza di questa pratica. Ma sono solo alcuni esempi, in questi tre mesi di persone ne ho conosciute moltissime».

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Gli incontri speciali non sono casuali, riflettono anche la filosofia di questo viaggio. «Cerco di dormire quasi sempre negli ostelli, che sono dignitosi e non costano molto. Ma non è solo una questione di prezzo. È negli ostelli che incontro gli altri viaggiatori, ci scambiamo esperienze, trascorriamo del tempo insieme. Certo ci sono stati dei momenti in cui ho dormito in albergo, perché a volte ho sentito il bisogno di stare da solo e anche di riposarmi comodamente, ma sono stati un’eccezione».

Flavio non si definisce turista ma sempre viaggiatore, non sappiamo se per scelta o inconsciamente. Un viaggio in questo senso però, porta necessariamente a dei cambiamenti: «È presto per dire quali – conclude – Però sì, posso dire che questa esperienza sta cambiando il mio modo di vedere il mondo. Quando conosci determinati luoghi non puoi più pensarli con lo sguardo e i pregiudizi che avevi prima e che magari sono collegati alla percezione che abbiamo in Occidente. Ora al posto del pregiudizio c’è la conoscenza, come per esempio sulla situazione dell’Iran. Però un viaggio così lungo è qualcosa di troppo grande, non ho ancora avuto il tempo di metabolizzare quello che sto facendo e quello che mi è successo. La quotidianità in questo momento mi sta riempiendo i pensieri… Probabilmente lo farò tra un anno o tra diversi mesi, quando tornerò a casa». In questo momento Flavio si trova in Thailandia dove non mancano le soste in quelle spiagge da sogno e molti luoghi dove riposare e riconciliarsi con la vita, ma il cammino prosegue e ora la primavera è davvero alle porte.

Puoi seguire il viaggio di Flavio Arrigoni, sul suo profilo Instagram Rotta verso Est

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Maria Carla Cebrelli
mariacarla.cebrelli@varesenews.it

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Pubblicato il 24 Febbraio 2024
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