Openjobmetis, passi all’indietro: Scafati la stronca nell’ultimo quarto

Dopo un pessimo avvio Varese risale e spera nel colpaccio, poi becca 29 punti nell'ultimo periodo ripetendo gli errori di sempre. E la classifica continua a fare paura

Bertram Tortona - Pallacanestro Varese

La cappa di caldo che si è abbattuta nel weekend su Varese non è solo causata dal sole. A concorrere al clima torrido c’è evidentemente, qualche fiammata che sale dall’inferno della Serie A2 di basket, visto che la zona retrocessione è ormai alle spalle della Openjobmetis. Pesaro, che ha vinto l’anticipo di sabato sera, adesso è a -2 con i biancorossi che da qui alla fine hanno una sola partita in casa e due trasferte. Così, il match del 28 aprile con Treviso, sta sempre di più diventando quello che non bisogna far diventare: lo spareggio per restare in A.

A Scafati la OJM perde 102-90 e lo fa con una serie di errori che sembrano fotocopiati da tante altre partite, cosa che lascia obiettivamente senza parole. Il peccato originale è nell’approccio: può una squadra che lotta per salvarsi iniziare sotto per 18-2 (pure sapendo il risultato di Pesaro)? Ma poi c’è tanto altro: Varese concede praticamente sempre a Scafati di iniziare le azioni vicino a canestro, un po’ perché gli esterni non mettono mai pressione, un po’ perché Varese accetta sempre di cambiare in difesa. E da vicino, i più potenti giocatori campani, fanno strage con il povero Spencer costretto da solo a tappare i buchi aperti da una retroguardia disorganizzata come mai.

I cambi difensivi – che in qualche occasione erano stati archiviati – fanno la differenza anche nel finale quando proprio i mis-match fin dal primo passaggio contribuiscono a mandare fuori asse la retroguardia: Scafati, brava ed esperta, a quel punto ha la pazienza di girare palla, aspettare il tiro più facile e colpire da 3. Clamorosa la serie di triple piovute nell’ultimo quarto (29-19 il parziale), dopo che Varese sul finire del terzo era anche riuscita nel sorpasso, seppure per una sola azione. E, tocca ribadire, nel momento più difficile Bialaszewski ha scelto per l’ennesima volta di lasciar correre, di non fermare il gioco, di finire sotto oltre i 10 di distacco prima di riorganizzare i suoi. A buoi scappati, si suol dire in Italia (qualcuno glielo traduca). Inutile anche rimarcare che Varese ha concluso la partita con il solito timeout non speso (ricordate Tortona?): a questo punto vien da pensare che ci sia un concorso a premi (ricchi) a noi ignoto per chi risparmia minuti di sospensione. Di zona inutile parlare e quando il tiro dall’arco smette di entrare le alternative – leggi penetrazioni – tardano ad arrivare. Ci prova Besson, che è specialista, ma i compagni cambiano assetto quando ormai servirebbero miracoli per variare il destino del match.

I singoli? Di Bialaszewski abbiamo detto (Scola, va tutto bene?), ma certo i giocatori hanno la colpa di un approccio disastroso. A numeri i biancorossi non sono neppure male – salvo che per i rimbalzi: 44-28, anche se in parte era messo in conto – ma come impatto sulla gara i vari Mannion, Moretti e Brown non sono certo esenti da colpe. Per loro vi rimandiamo alle pagelle, con la speranza che Varese sappia sfruttare la trasferta di Sassari per tirare fuori il coniglio dal cilindro: quello che le altre hanno estratto più volte, anche in trasferta, e che invece questa squadra, proprio, non riesce a trovare.

Besson fa suonare la sveglia. Nico e Moro: i numeri non dicono tutto

PALLA A DUE

Matteo Boniciolli gioca la carta a sorpresa in avvio: dentro il giovane Mouaha per braccare Mannion e dare più reattività a un quintetto altrimenti più lento. Mossa riuscita. Tutti a disposizione per gli allenatori con la sola eccezione di Matteo Librizzi: Bialaszewski non cambia nulla del quintetto base e va con i soliti cinque.

LA PARTITA

Q1 – L’approccio biancorosso è di rara oscenità. La mossa Mouaha funziona perché il giovane italo-camerunense ha il fisico per marcare Mannion e per correre il campo in contropiede. A spingere c’è anche Robinson e così il parziale campano arriva a un terrificante 18-2 (tripla Rivers) dopo quasi 5′. Cinque punti di Moretti risvegliano in parte la OJM che resta però costretta a inseguire con le iniziative di Besson. Varese torna a -6 ma poi nel finale la Givova arrotonda a 10, 27-17.

Q2 – A cambiare il vento è, come sempre, la percentuale dall’arco: dopo il decimo errore su 11 tentativi, ecco che la OJM inizia a segnare da 3 punti con regolarità tanto da andare al riposo con 8/19 (quindi 7/8 nell’ultima serie). Wolde sblocca i suoi, poi Mannion manda due volte in cielo Spencer e a metà tempo torna a -7. Rossato imbuca una tripla molto difficile e la Givova sembra poter scappare ancora ma tocca a Brown e McDermott (doppietta per ciascuno da 3) riaprire del tutto la gara. Peccato per l’oscena ultima azione che consente a Robinson il canestro del 50-47 con Varese non in bonus…

Q3 – Altro approccio da censura dopo l’intervallo, ma almeno stavolta Varese si riattiva presto con Moretti. Poi la OJM si mette letteralmente in scia (-1 di Brown) ma gestisce male diversi possessi con cui potrebbe sorpassare, subendo il gioco campano vicino a canestro. Gilmore, utile su Gentile in difesa, sbuca dal nulla e schiaccia il 66 pari, poi Besson sigla anche il sorpasso in entrata (66-68) ma Henry si accende dall’arco, replica subito e rimette i suoi a +3 (73-70).

Bialaszewksi: “Deluso dal primo quarto: concesso di tutto”

IL FINALE

Servirebbero maglie strette in difesa, e invece arrivano 29 punti gialloblu nei 10′ finali con 8 triple consecutive a segno. Dopo 2′ Scafati è già a +6 (altro approccio maligno) e da lì in avanti i biancorossi continuano a scivolare in giù: quando Bialaszewski si degna di fermare il gioco (Boniciolli un timeout lo ha già chiamato su un piccolo sussulto biancorosso) mancano 4.34 con la Givova allegramente a +10. Non ce ne saranno altri salvo uno a 1.40 dalla fine, intanto però i padroni di casa girano bene palla per arrivare a tiri ad alta percentuale. E una volta presa fiducia segnano anche le conclusioni difficili con Varese che cambia sempre dietro e continua a farsi infilzare. Quand’è troppo tardi si torna ad attaccare l’area perché, intanto, le triple biancorosse avevano finito di pungere: finisce 102-90 e Scafati può festeggiare la salvezza. Beata lei.

GIVOVA SCAFATI – OPENJOBMETIS VARESE 102-90
(27-17, 50-47; 73-70)

SCAFATI: Robinson 22 (6-9, 2-6), Mouaha 4 (2-2, 0-1), Rivers 9 (0-1, 3-6), Pinkins 25 (9-9, 2-3), Nunge 13 (5-9, 1-3); Gentile 6 (2-7), Henry 16 (1-3, 4-5), Rossato 6 (2-7 da 3), Pini (0-3), Gamble 1 (0-1). Ne: Cavaliere, Sangiovanni. All. Boniciolli.
VARESE: Mannion 14 (2-5, 1-7), Moretti 12 (3-4, 2-4), McDermott 16 (1-2, 4-10), Brown 11 (0-2, 3-7), Spencer 14 (7-7); Gilmore 4 (2-2, 0-1), Ulaneo 2, Woldetensae 3 (1-3 da 3), Besson 14 (4-9, 0-1). Ne: Okeke. All. Bialaszewski.
ARBITRI: Mazzoni, Gonella, Catani.
NOTE. Da 2: S 25-44, V 19-31. Da 3: S 14-31, V 11-33. Tl: S 10-14, V 19-23. Rimbalzi: S 44 (13 off., Pinkins 10), V 28 (5 off., Spencer, McDermott 5). Assist: S 27 (Robinson 12), V 22 (Mannion 11). Perse: S 13 (Robinson, Nunge 3), V 10 (Moretti 4). Recuperate: S 6 (Robinson, Rivers 2), V 10 (Moretti 3). Usc. 5 falli: nessuno.

Damiano Franzetti
damiano.franzetti@varesenews.it

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Pubblicato il 14 Aprile 2024
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