Non poteva avvicinarsi all’ex moglie ma è stato visto da un carabiniere fuori casa, arrestato a Luino

Alcuni tentativi dell’uomo di avvicinarsi ai famigliari da cui doveva rimanere lontano erano stati segnalati anche nei giorni precedenti ma non vi era stata la possibilità concreta di coglierlo in flagranza

carabinieri cannobio

Era stato obbligato dal giudice a tenere almeno duecento metri di distanza dall’ex moglie ma una settimana fa era ancora lì, fuori dalla sua abitazione a Luino. Per fortuna, ad accorgersene, c’era un carabiniere della compagnia di Luino che, nonostante fosse fuori servizio, quando ha visto quell’uomo del quale ricordava le precedenti vicissitudini è intervenuto allertando i colleghi.

Si trattava di un 54enne di nazionalità rumena, già autore di vicende di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali ai conviventi, fatti che avevano portato, a seguito di querela presentata dalla ex moglie, all’emissione di un’ordinanza di allontanamento da casa e al contestuale divieto di avvicinamento alla parte offesa, emessa una decina di giorni prima dal GIP del Tribunale di Varese quale misura cautelare.

Grazie alla tempestiva segnalazione del carabiniere direttamente alla centrale operativa della Compagnia di Luino, è stato possibile far subito convergere una pattuglia dei carabinieri di Luino che ha fermato l’uomo.

Alcuni tentativi dell’uomo di avvicinarsi ai famigliari da cui doveva rimanere lontano erano stati segnalati anche nei giorni precedenti ma non vi era stata la possibilità concreta di coglierlo in flagranza, come poi è avvenuto nel contesto dell’intervento descritto. L’uomo, pur non avendo manifestato apparentemente atteggiamenti né violenti né minacciosi, essendo stato colto praticamente davanti all’abitazione della moglie, da cui doveva mantenere almeno una distanza di 200 metri, è stato così tratto in arresto obbligatorio in ragione delle disposizioni a tutela delle vittime di violenza di genere.

L’arresto è stato convalidato nell’udienza tenutasi nella mattinata del 15 maggio e nei suoi confronti, contestualmente, il Tribunale di Varese ha emesso un’ordinanza di custodia in carcere per timore di reiterazione del reato. La posizione penale dell’indagato sarà naturalmente vagliata e decisa dall’autorità giudiziaria nel prosieguo del processo penale.

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Pubblicato il 20 Maggio 2024
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