Addio alle consulte rionali a Gallarate
Introdotte sette anni fa, non funzionavano molto. Il centrodestra ha proposto la chiusura, l’opposizione dice che è comunque un passo indietro negli strumenti di partecipazione

Gallarate dice addio alle consulte rionali, lo strumento amministrativo in posizione intermedia, tra il consiglio comunale e la cittadinanza.
Le consulte erano state introdotte dalla precedente amministrazione Cassani, una riedizione “in minore” delle vecchie circoscrizioni cittadine e in sostituzione di precedenti strumenti di partecipazione (in particolare il bilancio partecipato sperimentato dall’amministrazione Guenzani). “Le avevamo fortemente volute, ma i risultati attesi non sono stati all’altezza” ha detto il sindaco Andrea Cassani.
Le consulte, dopo la prima “edizione” del 2017, hanno però segnato il passo, come partecipazione, tanto da passare a organismi votati non più dai cittadini ma dai consiglieri comunali. Tema riconosciuto un po’ da tutti, anche se poi maggioranza e opposizione si sono divise sulla risposta: il centrodestra ha sostenuto la chiusura mentre le varie opposizioni hanno criticato la scelta, considerata un arretramento sul fronte dell’ascolto e della partecipazione.
Germano Dall’Igna, assessore alla Partecipazione, ha ribadito la validità della scelta dell’abolizione “anche alla luce dei diversi tentativi fatti” di riattivare il livello intermedio (falliti).
Le opposizioni avevano sostenuto in passato il mantenimento dell’elezione diretta. Sonia Serati per PiùGallarate aveva proposto (con la Lista Cassani) anche la riduzione a un momento di incontro tra consiglieri e cittadini sul territorio, ma per ora non viene attuata.
Luca Colombo (lista Cassani) ha richiamato uno dei temi già indicati dal centrodestra in passato, vale a dire “l’ esborso economico delle elezioni, anche a fronte dell’astensionismo”, vista la difficoltà appunto di far votare (prima) o far candidare (dopo) i cittadini.
Massimo Gnocchi di OCG ha indicato nella assenza di funzioni specifiche uni degli elementi di debolezza che hanno segnato la sorte dell’organismo e che potevano essere superati.
Cesare Coppe – della civica di minoranza Città è vita – ha parlato di “ennesima negazione della partecipazione e dell’ascolto del territorio”. E ha detto che si tratta di “una prova di forza di una componente rispetto ad altre (della maggioranza)”.
Lettura diversa da Luigi Galluppi, dai banchi di maggioranza: “Sul punto siamo tutti d’accordo che non fossero più organismi necessari”. E ha aggiunto “Grave dire che se ne va un pezzo di democrazia”, rispondendo a Carmelo Lauricella, del Pd, che aveva appunto sottolineato il passo indietro sullo strumento democratico.
Sempre Galluppi ha detto che si penserà ad alternative. Nel frattempo l’assessore Dall’Igna ha ricordato come strumento di partecipazione la possibilità per i cittadini di scrivere mail all’indirizzo specifico #segnalagallarate o di prendere appuntamento in Comune.
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