Il Pd per lo “sviluppo sostenibile di Malpensa”. “È la Lega che fa colpi di mano”
Xhuljano Banaj, delegato provinciale per l'area Malpensa, replica a Isabella Tovaglieri, rivendicando l'approccio incentrato sul dialogo e la mediazione
«Su Malpensa la posizione del Partito Democratico è per uno sviluppo sostenibile che coniughi la tutela dell’ambiente con lo sviluppo economico. Nessuno può avere carta bianca solo per il fatto che “dà da mangiare a tante persone”»
Lo dice Xhuljano Banaj, delegato per l’area di Malpensa per la segreteria provinciale del Pd. Lo dice in risposta alle dichiarazioni dell’europarlamentare Isabella Tovaglieri che ha accusato il Pd di aver «sempre frenato lo sviluppo dello scalo» (salvo poi citare anche Sala, il sindaco di Milano, il Comune che controlla la società di gestione Sea).
«Come Partito Democratico, siamo vicini ai cittadini e alle problematiche del territorio sin dall’anno della nostra fondazione. Senza tale attenzione non si spiegherebbero, per esempio, gli ottimi risultati ottenuti alle ultime amministrative nella nostra provincia» dice Banaj con una punta di sarcasmo (il centrosinistra ha vinto le elezioni quest’anno in due cittadine della zona, Samarate e Cardano al Campo, che si aggiungono ad altri Comuni poco oltre, come Sesto Calende).
«Per quanto riguarda i grandi asset del paese, come Malpensa, deve essere chiaro che la posizione del Partito Democratico è per uno sviluppo sostenibile che coniughi la tutela dell’ambiente con lo sviluppo economico. Nessuno può avere carta bianca solo per il fatto che “dà da mangiare a tante persone”. I ricatti occupazionali non sono più tollerabili soprattutto nei settori in cui il lavoro povero è prevalente».
Altro tema, quello della della mobilità intorno all’aeroporto: «Credo sia palese che, al momento, si trovi in uno stato fallimentare. Chi è da ritenere responsabile, se non chi governa Regione Lombardia da 30 anni?»
«Infine, per quanto concerne l’espansione dell’area cargo, vorrei ricordare che chi ha sempre rivendicato la sacralità dell’autonomia locale, ha poi fatto un colpo di mano da Roma facendo saltare tutte le trattative per possibili accordi di espansione, dando carta bianca, salvo poi essere fermato da altri organismi dello stato» (riferimento al “Decreto Salvini”, che però non ha prodotto effetti).
«Per concludere, mi si permetta un commento: è sempre più semplice lanciare accuse che ammettere i propri fallimenti».
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