Fondazione Asilo Mariuccia lancia “Un Porto Nuovo”: nuova vita per la sede di Porto Valtravaglia e il sostegno ai giovani fragili
Il progetto ha l'obiettivo di fronteggiare il disagio giovanile in particolare dei minori fragili, vulnerabili, con disagio o disabilità, di minori stranieri non accompagnati e di minori del penale

È stato presentato in Prefettura a Varese lo scorso 19 dicembre il progetto “Un porto Nuovo”, un’iniziativa della Fondazione Asilo Mariuccia per ristrutturare e valorizzare la storica sede di Porto Valtravaglia, ampliando i servizi dedicati ai giovani in difficoltà. La progettualità promossa dalla Fondazione e presentata in partnership con l’Ambito di Luino (24 comuni), Anffas e Fondazione Officine dell’Acqua, ha l’obiettivo finale di fronteggiare il disagio giovanile espresso, manifestato, sommerso o non intercettato, per favorire l’emancipazione personale e sociale dei giovani in particolare, dei minori fragili, vulnerabili, con disagio o disabilità, di minori stranieri non accompagnati e di minori del penale.
All’incontro hanno partecipato autorità locali e istituzionali, tra cui il prefetto Salvatore Pasquariello, i sindaci di diversi comuni della zona, i rappresentanti delle forze dell’ordine e dei servizi sociali territoriali. Sono stati illustrati i dettagli del piano di interventi e l’impatto sociale e ambientale atteso, ponendo l’accento sull’importanza di una sinergia tra i servizi offerti dalla Fondazione e il territorio.
Il progetto “Un porto nuovo”
La storica sede della Fondazione Asilo Mariuccia a Porto Valtravaglia, costruita negli anni ’50 e oggi parzialmente inutilizzata, sarà al centro di un piano di rigenerazione e ampliamento. Su una superficie complessiva di 24.000 mq (di cui 20.000 mq di bosco), il progetto prevede la creazione di spazi moderni e funzionali per ospitare giovani fragili, offrendo loro supporto residenziale, educativo e lavorativo.
Gli interventi principali includono due nuove comunità educative con una capacità di 10 posti ciascuna, destinate a minori stranieri non accompagnati e giovani sottoposti a misure penali. Le strutture saranno accessibili anche ai disabili e dotate di impianti per il futuro utilizzo di pannelli fotovoltaici.
È previsto anche un centro educativo diurno con 14 posti dedicati a giovani tra i 14 e i 18 anni in situazioni di abbandono scolastico o disagio personale. Gli spazi saranno ricavati all’interno di una villa storica degli anni ’20, con aule formative, laboratori, e spazi multifunzionali accessibili ai disabili.
Cinque nuovi laboratori formativi nei settori della cucina, panetteria, barberia, informatica e manutenzioni, in collaborazione con aziende ed enti territoriali, permetteranno di agevolare l’avviamento al lavoro dei giovani accolti.
Infine è previsto un polo sportivo riqualificato, che includerà una palestra attrezzata per attività sportive e riabilitative. Lo spazio sarà aperto anche alla comunità locale e alle associazioni sportive del territorio.
Grazie a questi interventi, si prevede di accogliere quotidianamente circa 90 ragazzi tra residenziali e diurni, garantendo loro un percorso di crescita personale e professionale.
Una struttura di eccellenza per contrastare il disagio giovanile
«Il progetto rappresenta un passo fondamentale per dotare il territorio di una struttura d’eccellenza nel contrasto al disagio giovanile – ha detto la presidente della Fondazione Emanuela Baio, esprimendo grande soddisfazione per il sostegno ricevuto – Grazie al finanziamento di Fondazione Cariplo e Regione Lombardia, puntiamo a offrire accoglienza, opportunità formative e percorsi di educazione al lavoro, contribuendo all’inclusione sociale e allo sviluppo dei giovani».
Il piano di sviluppo complessivo ha un valore di 3,1 milioni di euro, di cui 1,5 milioni di euro finanziati da Fondazione Cariplo e Regione Lombardia. I restanti 1,6 milioni di euro saranno reperiti attraverso altre fonti. I lavori inizieranno nel mese di marzo e si concluderanno entro giugno 2026.
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