Gnocchi e il contagio a scuola: “Mi danno del terrapiattista, ma giusto sapere da dove è arrivato il Norovirus”
Il consigliere comunale di Obbiettivo Comune Gallarate è stato accusato di non voler credere alla versione ufficiale: "Ma non è così. Chiedo chiarezza. E denuncio anche le carenze dell'ospedale"

«Non sono un “terrapiattista”. Sul caso di Madonna in Campagna chiedo chiarezza, sapere da dove è nato il contagio, al di là del fatto che sia acclarato che si tratti di un virus molto contagioso.
Lo dice il consigliere comunale Massimo Gnocchi, su cui negli ultimi giorni sono piovute critiche per avere tenuto il punto sul caso delle scuole Manzoni, chiedendo un ulteriore approfondimento.
Andiamo dritti al punto, consigliere Gnocchi: ma davvero lei ha smesso in dubbio le analisi di ATS che hanno rilevato il norovirus in 90 tra bambini ed insegnanti alla scuola elementare di Madonna in Campagna?
«Non solo non ho mai detto o scritto una una cosa del genere su nessuna bacheca social, ma semmai è vero l’esatto contrario e tutti i miei interventi nei gruppi che ho fatto sono tutt’ora li da leggere».
Quindi qualcuno ha frainteso? «No, qualcuno legge quello che vuole leggere e cerca di far passare chi come me chiede verità e chiarezza sin da subito come un irresponsabile mentre è vero il contrario. Si definisce in gergo macchina del fango».
Addirittura? Di cosa si discuteva?
«Si discuteva – venerdì tardo pomeriggio 7 marzo- dell’esito delle analisi ATS sulle feci dei bambini colpiti dal problema, e sul fatto che queste risultanze, che accertavano appunto la presenza del Norovirus, venivano da alcuni definite come risolutive del caso, cosa del tutto sbagliata a mio avviso».
In che senso?
«Io quel giorno ho scritto sul gruppo Noi di Gallarate, testualmente, che le analisi ATS, che nessuno sta mettendo in discussione, hanno accertato la presenza di un virus (Norovirus ndr), senza specificare di quale ceppo peraltro perchè ce ne sono 4 o 5 ceppi caratteristiche e evoluzioni diverse, e nel contempo hanno elencato le varie modalità attraverso le quali questo ha potuto essere contratto e che quindi ciò che restava da capire è da dove sia arrivato sto virus perchè nessun focolaio vede la esplosione simultanea di 90 casi tutti assieme e che quindi la vicenda non era e non è risolta quanto alle cause. Che sono la cosa più importante da capire per evitare altri episodi simili in futuro».
Quindi lei non ha contestato le analisi, va bene…
«Sono state scritte quattro modalità generali di contagio: contatto diretto, superfici contaminate, acqua o cibo infetti. Tra queste la prima ipotesi del contatto diretto è ben poco probabile se non addirittura da scartare a priori. E non l’ho detto solo io ma, anche prima di me, molti genitori e cittadini e soprattutto un virologo noto ed affermato sul caso stesso come il dott. Broccolo dell’Università di Milano».
Cosa avrebbe detto in particolare e quando?
«Io ho visto la registrazione che mi hanno girato. Si trattava della trasmissione Mattino 5 su Canale 5 di venerdì scorso, ed a proposito di questa ipotesi ovvero del contatto diretto, è stato detto testuale che è da escludersi proprio per la rapidità e contemporaneità dei sintomi esattamente come ho poi scritto io: una epidemia si diffonde rapidamente ma in 90 casi contemporaneamente è tecnicamente impossibile. Ovvero che questa contaminazione sarebbe stata determinata da qualcosa che riguarda la fine della filiera di distribuzione che è successo li in quella mensa. Fortunatamente ora sembra stiano tutti bene e questo è importante ma non meno del sapere, se come spero avverrà, la causa dei fatti che va accertata per la sicurezza di tutti. Che poi è la cosa che chiedo come cittadino e consigliere oltre alla trasparenza sulle informazioni da subito».
Perché secondo lei è mancata?
«Diciamo che è stata poco tempestiva e precisa secondo me e soprattutto, per quanto mi riguarda inesistente. Sin dal mattino del 5 marzo ho infatti chiesto via mail all’assessore alla Pubblica Istruzione di fare luce sugli accadimenti ed individuare la causa dei disturbi e soprattutto che venisse data pronta diffusione degli stessi per dovuta e necessaria trasparenza. Io personalmente ancora non ho ricevuto nessuna risposta e ciò lo ritengo ben poco istituzionale».
Ed ora cosa pensa di fare, come consigliere comunale, intendo? «Ho già chiesto di distribuire copia dei documenti e delle analisi a tutto il consiglio comunale e soprattutto ai genitori della scuola, compresi i riscontri prossimi sia di ATS che dei Nas, sul cui operato io da persona nelle istituzioni ho la massima fiducia».
Beh adesso i locali sono stati anche sanificati grazie ad un privato disponibile, quindi pericoli dovrebbero non essercene più.
«Non ho elementi per dirlo ma ragionevolezza dice che a questo è stato un bene e aggiungo che a mio avviso avrebbe dovuto provvedere il Comune direttamente visto che la scuola è sua. Il fatto che dei genitori si siano attivati e una ditta lo abbia fatto gratuitamente avendo letto il comunicato ATS è più che meritevole ma, ripeto doveva farlo la amministrazione a prescindere ed appellarsi a questioni sulla spesa pubblica ed eventuali contenziosi con la corte dei conti di cui ho sentito parlare mi sembra francamente ridicolo per una città come Gallarate che si sta indebitando per oltre 30 milioni di euro per alcune opere non prioritarie nella migliore delle ipotesi. E poi c’è un altro aspetto».
Cos’altro c’è?
«Quest’emergenza che ha coinvolto moltissimi bambini gallaratesi finiti in ospedale ha fatto ricordare che già ora, sotto il profilo della tutela sanitaria pubblica dei piccoli in città non siamo affatto messi bene perchè il pronto soccorso pediatrico al Sant’Antonio Abate è stato chiuso durante il covid come il reparto e quest’ultimo non è mai più stato riaperto nonostante le rassicurazioni sulla permanenza di certi servizi. Non solo i due ospedali di Busto e Gallarate come posti letto in pediatria sommavano 41 posti (22 busto e 21 Gallarate) mentre il futuro ospedale unico ne prevede solo 23, praticamente la metà. Quindi se il sindaco che fa un post al giorno su tutt’altre questioni che riguardano Gallarate, si riferiva a me a proposito di presunti terrapiattisti e di campagna elettorale vergognosa su fatti come questi che non esiste, lo inviterei a non straparlare e rispondere su questi argomenti dato che come noto abbiamo anche provato ad appellarci alla direzione della Asst Valle Olona ma, dopo averci fissato per ben due volte appuntamento hanno disdetto anche quello di oggi rinviando il tutto a data da destinarsi. Evidentemente alle domande della gente di cui come civico con Ocg mi faccio portatore, non vogliono o possono dare risposte che la politica nasconde. Chissà magari qualcuno ne parlerà al congresso di Forza Italia».
Vabbè, questo è un altro tema. Però già che ci siamo… ci sarà a vedere la “resa dei conti” tra le due componenti?
L’hanno invitata?
«No. Magari, a differenza del Pd e di FdI che lo hanno fatto, è perchè hanno timore di non starci tutti visto che come si legge sono 430 tesserati e si troveranno alle scuderie Martignoni che hanno solo 156 posti. Mi domando se le due fazioni hanno reali posizioni diverse o cosa. Nel caso mi invitassero comunque porterò anche a loro il saluto di tutta Ocg e la stessa comunicazione fatta con rispettosa franchezza alla preparata presidente del circolo di FdI Francesca Caruso: A Gallarate non va afffatto tutto bene, anzi».
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