A Laveno Mombello genitori a confronto con la Polizia sul tema del cyberbullismo
All’Istituto Comprensivo si è tenuto un incontro dedicato all’uso consapevole dello smartphone e ai rischi della rete: presenti oltre trenta famiglie
“Smartphone, web, cyberbullismo: parliamone senza paura”. Questo il titolo dell’incontro che si è svolto nella serata di giovedì 3 aprile nell’atrio della scuola secondaria “Monteggia” di Laveno Mombello, promosso dall’Istituto Comprensivo per affrontare, senza filtri, le sfide educative legate all’uso delle tecnologie digitali tra i più giovani.
All’appuntamento hanno preso parte oltre trenta genitori, tradizionalmente invitati tra le famiglie della secondaria, ma quest’anno esteso anche ai genitori degli alunni delle classi finali della scuola primaria. Un’occasione di dialogo aperto e diretto con due agenti della Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica della Polizia di Stato: il Sovrintendente Massimo Petullo e l’Assistente capo coordinatore Giuseppe Bel Fiore.
A introdurre la serata è stata la professoressa Tamara Coscia, impegnata da anni nelle attività scolastiche per la prevenzione del cyberbullismo e la promozione di un uso consapevole dei dispositivi digitali. «Nessuna remora – ha affermato –. I nostri ragazzi usano lo smartphone, accedono al web, spesso con maggiore competenza di noi adulti. Ma noi dobbiamo aiutarli a distinguere ciò che è giusto da ciò che non lo è. Nascondere la testa sotto la sabbia non serve a nulla». L’incontro si inserisce in un più ampio percorso educativo dell’Istituto, che comprende anche il “patentino” per l’uso consapevole dello smartphone, rilasciato agli studenti a seguito di un’attività formativa specifica.
Il dialogo con gli agenti è stato fin da subito improntato all’ascolto reciproco. «Quando incontriamo i ragazzi – ha raccontato il Sovrintendente Petullo – li spiazziamo: diciamo loro che non devono spegnere il telefono. Si aspettano due poliziotti pronti a vietare, ma la nostra esperienza ci insegna che proibire non serve. Anzi, rischia di peggiorare le cose. I ragazzi continueranno a usare lo smartphone, ma di nascosto, senza confrontarsi con gli adulti».
Nel corso dell’incontro, sono stati illustrati casi reali e situazioni-limite per dimostrare quanto i rischi della rete possano coinvolgere chiunque. Al tempo stesso, l’obiettivo è stato rassicurare, offrendo strumenti e strategie utili ai genitori per affrontare con maggiore consapevolezza e serenità un tema sul quale il mondo degli adulti si sente spesso inadeguato.
Il confronto ha dimostrato che parlarne apertamente è il primo passo per costruire una cultura condivisa dell’uso responsabile del digitale.
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