Il 23 maggio la prima edizione della Marcia della Pace a Varese
Protagonisti assoluti saranno gli studenti e le studentesse, dai più piccoli ai più grandi, che cammineranno insieme a Massimo Caponnetto. “La mafia teme più la scuola che la giustizia. L’istruzione toglie erba da sotto i piedi alla cultura mafiosa”
In occasione della Giornata nazionale della Legalità, il prossimo 23 maggio 2025, data simbolica in ricordo delle stragi di Capaci e di via D’Amelio, anche Varese, come Palermo, si unirà in un forte momento di memoria e impegno con la prima edizione della Marcia della Pace “La mafia teme più la scuola che la giustizia”.
L’iniziativa, promossa dall’amministrazione Comunale di Varese in collaborazione con l’associazione UCIIM – Sezione “Paolo Borsellino e Rocco Chinnici” di Varese, si propone di coinvolgere tutte le agenzie educative, le scuole di ogni ordine e grado della provincia di Varese, gli oratori, le associazioni genitori, le realtà del terzo settore, le istituzioni e le forze dell’ordine in un grande abbraccio civile per riaffermare i valori della legalità, della giustizia e della cittadinanza attiva.
Protagonisti assoluti saranno gli studenti e le studentesse, dai più piccoli ai più grandi, che cammineranno insieme a Massimo Caponnetto, figlio del giudice Antonino Caponnetto, simbolo della lotta alla mafia e autore della celebre frase che dà il titolo alla marcia. Insieme a loro, sfileranno i Sindaci dei Ragazzi e delle Ragazze con la fascia tricolore, accompagnati dai sindaci adulti dei rispettivi comuni, rappresentanti della Rete Provinciale Interistituzionale coordinata dall’Ufficio Scolastico Territoriale di Varese.
Il ritrovo è fissato per le ore 16.00 presso i Giardini Estensi di Varese. Alle 16.45 partirà la marcia verso il Palazzo di Giustizia, dove dalle 17.00 alle 17.56 si alterneranno interventi istituzionali, testimonianze e letture, culminando con un minuto di silenzio nel momento esatto in cui, 33 anni fa, avvenne l’attentato a Giovanni Falcone, a Francesca Morvillo e agli agenti della scorta.
Un’iniziativa che vuole unire l’Italia da Nord a Sud, per ricordare che parlare di legalità significa anche educare ai piccoli gesti quotidiani, coltivare il senso civico, promuovere progetti di educazione civica nelle scuole e sostenere ogni azione che rafforzi la coscienza democratica delle nuove generazioni.
«Invitiamo tutte le cittadine e i cittadini, le istituzioni e le comunità educanti della provincia a partecipare numerosi. Solo insieme possiamo costruire un futuro libero dalla cultura mafiosa, fondato sull’istruzione, sulla giustizia e sulla memoria», affermano gli organizzatori.
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