Basket trapiantati: l’Italia del c.t. varesino Volpe è campione del mondo
Impresa a Dresda: gli azzurri guidati dal coach di Malnate ha battuto gli USA ai supplementari nella finalissima al termine di un torneo senza sconfitte

Battere gli USA nel basket è sempre segno di un’impresa. Se poi la vittoria arriva in una finale Mondiale, ecco che l’impresa diventa eccezionale. A compierla sono stati gli azzurri della nazionale trapiantati e dializzati che a Dresda – sede delle manifestazioni iridate, World Transplant Games, dedicate a questa categoria di sportivi – hanno conquistato la medaglia d’oro.
A guidare l’Italia al trionfo è stato Stefano Volpe, varesotto di Malnate (primo da destra nella foto), che in passato ha vestito canotta e pantaloncini azzurri e che ora è il coach della squadra neo-campione del mondo. «Ci abbiamo messo ogni energia possibile, ogni goccia di sudore dei nostri corpi» spiegano Stefano e i suoi ragazzi dopo il trionfo arrivato all’ultimo tiro dell’ultima partita vinta 13-11 al supplementare sugli USA C (il regolamento è quello del 3 vs 3 Fiba).
Gli azzurri di Volpe d’altro canto sono stati autori di un cammino eccezionale in un torneo con 16 formazioni: tre vittorie nel girone di qualificazione (14-4 sull’Argentina, 13-5 sugli USA A e a tavolino sulla Cina), successi netti nei quarti di finale sull’Australia (16-8) e in semifinale sui padroni di casa della Germania (16-10). Poi la finalissima, equilibrata fino in fondo ma conclusa con l’inno di Mameli.
L’oro ha, inoltre, una dedica speciale: quella a Marcello Bernabeo, capitano della nazionale, il cui padre è morto il giorno della finale. Oltre a Bernabeo la squadra era composta da Gianni Serra (autore del canestro decisivo per l’oro), Marco Mestriner, Luca Sinagra, Laura Baleani e Andrea Somenzi. In panchina per l’appunto Stefano Volpe che ha condotto la squadra al secondo oro mondiale consecutivo.
«È stata durissima ma ce l’abbiamo fatta: questa medaglia d’oro non è un solo freddo pezzo di metallo, ma sarà ricco per sempre delle emozioni di questa giornata. Per i nostri donatori, per il nostro capitano Marcello presente con il cuore e il suo papà che proprio oggi lo ha lasciato. Abbiamo urlato il nostro inno nazionale a squarciagola perché per la seconda volta consecutiva siamo campioni del mondo» hanno scritto gli azzurri sui propri profili social.
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