Dall’osservazione all’Osservatorio provinciale contro maltrattamenti e abusi sui minori
Quasi duecento persone a Palazzo Estense hanno partecipato all'incontro formativo su come riconoscere e segnalare maltrattamenti e abusi sui minori
Quasi 200 persone tra insegnanti, educatori, avvocati e psicologi hanno partecipato al primo convegno formativo promosso da Comune di Varese e associazione Fazzoletti bianchi su Maltrattamenti e abusi sui minori. Riconoscere i segni di situazioni di violenza e, ancor prima, imparare a creare il giusto contesto perché le giovani vittime possano trovare la forza raccontarsi era lo scopo dell’incontro ospitato nella mattinata di lunedì 8 settembre da Palazzo Estense.
La mattinata di oggi vuole essere un punto di partenza per formare e informare gli adulti che a vario titolo, a scuola come nel mondo dello sport, sono a contatto con bambini e ragazzi. Seguiranno altri incontri allo scopo di creare un Osservatorio provinciale dedicato a Maltrattamenti e abusi sui minori in modo da avere dei dati sul fenomeno e creare allo stesso tempo un protocollo capace di coinvolgere tutti gli attori del territorio perché possano osservare, prevenire ed essere punto di riferimento consapevoli per bambini e ragazzi, anche in situazioni di estrema difficoltà», ha detto Laura Caruso, garante dei diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza per il Comune di Varese, promotrice dell’iniziativa.
Su un terreno tanto difficile le buone intenzioni possono non essere sufficienti. «Accanto alla banalità del male ci sono racconti molto particolari da parte dei bambini che tendono a non essere creduti». ha detto lo psicologo forense dell’Università di Torino Matteo Fabris citando esempi limite della sua esperienza. «Deve essempre chiaro che il compito degli insegnanti non è indagare, né stabilire la verità ma solo creare un contesto accogliente e una relazione di fiducia con i bambini e, in caso di racconti o segni particolari, segnalare», ha detto Fabris.

Purtroppo non esiste una lista di segni inequivocabili di violenza sui minori. Ci sono certo dei segni fisici che possono mettere in allarme e dei segni grafici o d dei comportamenti. «Ma quel che più conta è il cambiamento – ha detto Fabris alla platea – se un bambino cambia improvvisamente comportamento o segno grafico o attitudine può essere il segno che qualcosa è successo. Per questo è fondamentale, accanto a una relazione di fiducia, anche l’osservzione dei minori e dei loro cambiamenti».
«Per i bambini la scuola deve essere una base sicura, cui poter fare riferimento e raccontare, soprattutto quando nella principale relazione con gli adulti, quella genitoriale, qualcosa non funziona».
Lo stesso vale per gli allenatori nel mondo dello sport, altro contesto di riferimento vissuto dai minori grazie a una relazione educativa che può diventare spazio di protezione, come ha raccontato la pedagogista dell’Università dell’Insubria Grazia Marchini, relatrice del convego assieme al Sostituto procuratore del Tribunale dei minori di Milano, Sabrina Ditaranto, all’avvocato Maria Grazia Lani, il pediatra Raffaella Demonte, il preside Marcello Soprani e la’assistente sociale del Comune di Varese Sara Rasotto.
Nel prossimo incontro dedicato a maltrattamenti e abusi sui minori saranno coinvolte anche le Forze dell’Ordine per portare l’attenzione alla prevenzione e all’osservazione dei segni alla segnalazione di probabili situazioni di violenza.
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