Andrea, il poliziotto al telefono che ha salvato la 19enne picchiata a Varese: “È stata una questione di fiducia”

La giovane ha risposto al numero sconosciuto mentre era sull'autobus con l'aggressore e pochi sedili di distanza, ha seguito le istruzioni del poliziotto e ha collaborato all'arresto: "Troppe giovani non sanno come chiedere aiuto"

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È stato un lavoro di squadra, ma soprattutto una questione di fiducia. Fiducia da parte della ragazza, che nonostante la paura ha scelto di rispondere al telefono e collaborare. A raccontarlo è Andrea Milioni, assistente capo della Polizia di Stato in servizio alla sala operativa della Questura di Varese. Domenica 19 ottobre, grazie al suo intervento e a quello delle pattuglie coordinate sul territorio, si è riusciti a fermare un uomo di 45 anni accusato di aver picchiato la sua ex, una ragazza di 19 anni, al capolinea degli autobus di Varese.

«Quando ci ha detto dove si trovava, abbiamo fermato il bus»

«Quando le abbiamo telefonato mentre era sull’autobus diretto a Luino, ha capito che potevamo davvero aiutarla – racconta Milioni – e nonostante fosse seduta a pochi metri dall’aggressore, ha trovato il coraggio di collaborare. È riuscita a indicarci con una certa precisione il percorso dell’autobus, e a quel punto ho inviato le pattuglie nel punto in cui sarebbe passato per bloccarlo».

Il fermo dell’uomo è avvenuto poco prima che il mezzo entrasse in una zona della Valganna dove il segnale telefonico è spesso assente. Un dettaglio che ha fatto la differenza.

Una segnalazione, poi la corsa contro il tempo

Tutto è partito da una chiamata alla centrale: a segnalare l’aggressione era stato un amico della ragazza, che aveva assistito alla scena al capolinea.

«All’inizio non voleva dire il nome della ragazza – racconta Milioni – ma poi anche lui si è fidato e ha collaborato. Da lì, con nome ed età, siamo riusciti a risalire al numero di telefono grazie alle nostre banche dati, e così l’abbiamo contattata».

Fondamentale anche un dettaglio fornito dalla giovane vittima: «Non conosceva Varese, ma ha visto dal finestrino la scritta “ippodromo” e ce l’ha riferita. Questo ci ha dato una coordinata precisa per far intervenire le volanti». Mentre l’uomo veniva fermato, una poliziotta si è occupata della ragazza, spaventata e in lacrime.

L’uomo accusato di atti persecutori e revenge porn

L’aggressore è stato arrestato con l’accusa di atti persecutori e lesioni aggravate. Su di lui pendeva anche un’accusa precedente di revenge porn, sempre ai danni della ragazza. L’arresto è stato convalidato ma il giudice non ha disposto la detenzione in carcere: l’uomo è stato rimesso in libertà, con il solo divieto di avvicinamento alla vittima.

Milioni: «Tante ragazze non conoscono gli strumenti di aiuto»

Andrea Milioni, papà di due figlie femmine, chiude con una riflessione che riguarda più in generale il rapporto tra giovani e strumenti di prevenzione. «Nonostante le tante campagne informative, sembra sia sempre più difficile raggiungere le nuove generazioni – dice –. Non è la prima volta che parlo con ragazze giovani di questi temi e mi stupisce che in poche conoscano il gesto internazionale per chiedere aiuto o l’app YouPol, che può essere utilissima in caso di pericolo».

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Orlando Mastrillo
orlando.mastrillo@varesenews.it

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Pubblicato il 20 Ottobre 2025
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