Influencer nel mirino del fisco
Stretta del fisco sul business social: tra questionari, criptovalute e maxi-sanzioni, per gli influencer finisce l’era della “zona franca” digitale
Questo articolo è a cura di Elisabetta Valentina Salvi dello Starting Finance club dell’Università Liuc di Castellanza
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L’Agenzia delle Entrate ha avviato una nuova campagna di accertamenti fiscali mirata ai content creator e agli influencer digitali, con l’obiettivo di verificare la corretta dichiarazione dei redditi generati attraverso attività online. Una svolta significativa nella lotta all’evasione fiscale nel mondo digitale, che sempre più si sta allontanando dall’essere una “terra di nessuno”.
Cosa chiede il fisco
L’Agenzia ha inviato questionari dettagliati a numerosi influencer, chiedendo informazioni su: piattaforme utilizzate (Instagram, TikTok, YouTube, Twitch, ecc…), tipologie di contenuti pubblicati e frequenza, collaborazioni con brand e compensi ricevuti, conti correnti, anche esteri e in criptovalute ed eventuali società o partite IVA intestate. Questi dati vengono incrociati con quelli già in possesso dell’amministrazione, come bonifici, fatture e flussi di pagamento da piattaforme estere.
I ricavi in criptovalute e gli influencer imprenditori
Particolare attenzione è rivolta ai compensi ricevuti in Bitcoin o altre criptovalute, spesso legati alla promozione di NFT, certificati digitali unici che attestano la proprietà o l’autenticità di un bene digitale o fisico. A differenza delle criptovalute, gli NFT non sono intercambiabili: ogni token è unico e non può essere sostituito da un altro. La vera novità riguarda la qualificazione degli influencer come imprenditori. Chi guadagna in modo continuativo da contenuti digitali potrebbe essere soggetto all’obbligo di partita IVA, contabilità e versamenti contributivi. Alcuni creator superano ampiamente i 75.000 euro annui di ricavi, soglia che impone l’adozione di un regime fiscale ordinario.
Le conseguenze
Gli influencer che non rispondono ai questionari o risultano evasori potrebbero subire accertamenti fiscali, con sanzioni fino al 240% dell’imposta evasa. Nei casi più gravi, si rischia anche il penale. Tuttavia, l’Agenzia ha chiarito che l’approccio sarà inizialmente collaborativo: chi regolarizza spontaneamente la propria posizione potrà beneficiare di sconti sulle sanzioni. Questa operazione non è solo un controllo, ma un messaggio chiaro: anche nel mondo digitale valgono le regole fiscali. L’influencer economy, ormai parte integrante del tessuto economico italiano, deve operare con trasparenza e responsabilità.
FONTI
https://tg24.sky.it/economia/2025/07/30/influencer-stipendio-fatturato-italia-dati
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