Controlli venerdì, le telecamere domenica: così i carabinieri hanno trovato Elia Del Grande a Cadrezzate
I retroscena della cattura. Il sindaco Cristian Robustellini si complimenta con l’operato delle forze di polizia giudiziaria
I carabinieri del “Ros” e i colleghi dei reparti Operativi di Varese e Modena erano sulle tracce di Elia Del Grande da giorni e stavano attendendo il momento giusto per fermarlo, probabilmente un rientro a casa per motivi di necessità dopo la fuga da Castelfranco Emilia del 30 ottobre.
I momenti in cui Del Grande ha lasciato tracce “evidenti” del suo passaggio recente sono almeno due. La prima risale a venerdì scorso, 7 novembre, quando in serata un importante dispiegamento di uomini si era portato a Cadrezzate con Osmate, nella zona fra il centro paese e il cimitero, poi nell’area boschiva in fregio alla provinciale che porta a Cadrezzate, ma anche fuori paese, in particolare in alcune abitazioni di Cadrezzate e di Travedona Monate.
Il secondo momento in cui si sono viste le tracce lasciate dall’uomo datosi alla macchia risale invece a domenica: le immagini di videosorveglianza riprendono Del Grande camminare deciso fra gli stalli del parcheggio proprio dietro la chiesa, nella zona del teatro all’aperto di Cadrezzate, che si trova a pochi metri dal lago e dal suo canneto. Indossava una giacca a vento con cappuccio, era diretto verso il lago di Monate per raggiungere il vicino pontile dove i pedalò sono ormeggiati con semplici moschettoni: basta poco per appropriarsene e salpare; non è chiaro per dove, però. E neppure per quale motivo servirsi di una semplice barca per muoversi: forse un mezzo scelto perché non rumoroso e capace di permettere spostamenti coperti dall’oscurità.
Probabilmente il tentativo di servirsi di qualche vecchia conoscenza per avere appoggio, sfruttando il territorio di cui era ed è profondo conoscitore in quanto ex cacciatore. «Difficile pensare a una permanenza nei boschi tutto questo tempo, 13 giorni, neppure su un pedalò», ha spiegato il sindaco Cristian Robustellini, che mercoledì sera stava a debita distanza mentre i carabinieri, dopo aver cinturato l’area intorno al forno su via Matteotti, hanno operato il fermo di Del Grande.
Il sindaco si è complimentato con i carabinieri per l’elevata professionalità dimostrata durante l’attività di ricerca, sia nei riguardi dei reparti speciali sia in quelli della territoriale, in particolare per il lavoro svolto dalla stazione di Angera. «È chiaro che ora Del Grande, affidato alla giustizia, come tutti auspicavamo, dovrà completare il suo percorso di reinserimento sociale».
La notizia, battuta da tutti i telegiornali, è finita al centro delle cronache nazionali ancora una volta: non è naturalmente passata inosservata ai residenti del piccolo paese.
Tra questi c’è Liana Nicó, 37 anni, che gestisce il negozio di abbigliamento proprio davanti al forno dei Del Grande, quindi dirimpetto anche alla casa dove Elia si era stabilito negli ultimi mesi. «Sì, ieri sera abbiamo notato un grande dispiegamento di uomini e mezzi, con diverse auto dei carabinieri in paese, ma non molto altro. Elia lo conoscevo di vista: non abbiamo la stessa età, ma so chi è. Nel periodo in cui ha vissuto a Cadrezzate l’avrò incrociato in tutto due o tre volte, ma senza mai parlargli».
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