Frontalieri, Astuti (PD): “La tassa sulla salute viola gli accordi con la Svizzera”
Il consigliere regionale dem chiede a Governo e Regione un cambio di passo: “Si ascoltino i lavoratori, no a penalizzazioni unilaterali”
È una posizione netta quella espressa da Samuele Astuti, consigliere regionale del Partito Democratico, intervenuto lunedì sera all’assemblea dei lavoratori frontalieri che si è svolta a Lavena Ponte Tresa. Al centro del confronto, la tassa sulla salute che il Governo ha approvato e che Regione Lombardia vorrebbe applicare ai frontalieri, lavoratori italiani impiegati in Svizzera.
“Violato l’accordo con la Confederazione elvetica”
Secondo Astuti, la misura rappresenta una violazione degli accordi bilaterali tra Italia e Svizzera. «Si tratta di un provvedimento che ignora gli impegni internazionali e rischia di compromettere un equilibrio che da anni garantisce tutele e stabilità a entrambe le parti», ha dichiarato.
All’assemblea erano presenti, oltre ai sindacati italiani, anche organizzazioni sindacali svizzere, a testimonianza di una preoccupazione condivisa e trasversale.
“I frontalieri già contribuiscono all’economia del territorio”
«Questa tassa sarebbe una penalizzazione ingiusta per lavoratori che ogni giorno contribuiscono in modo determinante allo sviluppo economico e sociale della nostra provincia», ha sottolineato Astuti.
«Il Governo e la Regione stanno cercando di fare cassa a spese dei frontalieri», ha aggiunto il consigliere dem, «ma così si mettono a rischio diritti acquisiti e la dignità del lavoro di migliaia di persone».
L’appello: “Si cambi rotta e si ascoltino i lavoratori”
Astuti ha infine lanciato un appello alla Giunta regionale lombarda e al Governo nazionale: «Serve un cambio di passo. Si ascoltino i rappresentanti dei lavoratori e si lavori a una soluzione condivisa che tuteli i frontalieri, invece di scaricare su di loro il peso di nuove imposizioni».
«Noi continueremo a essere al loro fianco – ha concluso – in tutte le sedi istituzionali, per difendere i loro diritti e la dignità del loro lavoro».
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