Il Consiglio regionale approva legge per contrastare povertà farmaceutica
Dal recupero dei medicinali invenduti alla messa in rete degli enti: così la Regione affronta la povertà sanitaria. Licata: "Un atto di giustizia sociale"
Rimettere in circolo i farmaci che restano inutilizzati o invenduti, trasformandoli in un sostegno concreto per chi non riesce ad acquistarli: è la direzione tracciata dalla nuova legge per contrastare la povertà farmaceutica, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale. Un provvedimento pensato per organizzare e rafforzare la rete della solidarietà, con regole chiare, campagne informative, giornate di raccolta e un ruolo centrale affidato al Terzo Settore. La norma prevede inoltre la creazione di un Osservatorio regionale dedicato e un primo finanziamento di 200 mila euro, destinati a sostenere le realtà che operano sul territorio in favore delle persone più fragili.
Nel suo intervento, il relatore della legge Christian Garavaglia (Fratelli d’Italia e nativo di Busto Arsizio) ha evidenziato come durante la Giornata di Raccolta del Farmaco 2024 sono state raccolte 144.046 confezioni, per un valore di 1,3 milioni di euro, sufficienti ad aiutare oltre 109mila cittadini.
LICATA: “UN ATTO DI GIUSTIZIA SOCIALE”
«Il provvedimento di oggi nasce proprio da questo ascolto e dalla consapevolezza che serva una risposta strutturale – spiega il consigliere varesino di Forza Italia Giuseppe Licata – Non si limita a favorire la raccolta dei farmaci: costruisce una cornice normativa chiara, introduce strumenti organizzativi moderni e mette in rete tutti gli attori della filiera. Con l’istituzione dell’Osservatorio regionale potremo finalmente disporre di dati completi e aggiornati, indispensabili per programmare meglio gli interventi e individuare con precisione dove il bisogno è più urgente. Bene il coinvolgimento del Terzo Settore che rappresenta un altro pilastro fondamentale: una risorsa preziosa che già oggi garantisce risultati straordinari, ma che necessita di essere sostenuta, riconosciuta e valorizzata con strumenti adeguati».
«Ritengo che questa legge sia, prima di tutto, un atto di giustizia sociale. Afferma con nettezza che la salute è un diritto fondamentale e che la Lombardia non intende lasciare indietro i più fragili. Trasforma gli sprechi in opportunità, rafforza le reti di solidarietà, riconosce il ruolo di chi ogni giorno opera nei territori e promuove una collaborazione virtuosa tra istituzioni e cittadini» conclude Licata.
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