“Iro di Dio” si ferma solo all’ultimo assalto. Renfro, così è una tassa
Iroegbu quasi inarrestabile, Moore e Assui meritano applausi. Freeman, solo un'illusione: meglio Moody
ALVITI 6,5 – Fa molto bene la cosa di cui è specialista: tirare da 3, anche in condizioni di equilibrio precario, e bruciare la retina. Partita fin troppo da specialista, perché nelle altre voci si vede poco, anche se è gigante in quell’ultima azione in cui strappa di rabbia un pallone dopo il suo errore e lo deposita in fondo al sacco.
MOORE 6,5 – Prezioso come sempre: fattore in attacco nel primo tempo, agente speciale in difesa nella ripresa anche se, va detto, non riesce a fermare Vital che quando vede Varese si trasforma in Batman. Un solo rimbalzo, anche perché deve braccare gli attaccanti sul perimetro, tante belle cose tra cui l’alzata che rianima un po’ Nkamhoua in attacco. Merita più ogni altro di vincere una partita.
ASSUI 6,5 – Tanto lavoro a rimbalzo (ne prende 7) e in difesa, ingredienti che piacciono a Kastritis (e ai tifosi) e che gli valgono 25′ sul parquet. In attacco si vede poco anche se infila una gran tripla dall’angolo a corroborare un buon momento biancorosso. Trema un po’ sul primo dei due liberi decisivi nel finale, ma c’è da capirlo, specie dopo un timeout. Con quell’errore però, si gioca il 7 in pagella.
NKAMHOUA 5 – Il postino, stavolta, fatica a consegnare. Va in doppia cifra, e del resto è quello che si chiede al capocannoniere, ma ci arriva molto a fatica e solo con qualche palla gentilmente offerta dai compagni. Inframezza la buona giocata con due o tre dabbenaggini come quell’incredibile infrazione di campo, un passi netto, uno sfondamento evitabile. Insomma, ci ha capito poco e, forse, anche a livello di concentrazione ha avuto qualche pausa.
IROEGBU 7,5 (IL MIGLIORE) – I come Iro… di Dio, per dirla come Attila-Abatantuono. Nel primo tempo fa letteralmente a fette la difesa di Tortona, poi Fioretti lo bracca con le ali – Pecchia e Riismaa – e ne rallenta un po’ l’impatto, anche se rimane il pericolo pubblico numero uno fino alla fine del tempo. Purtroppo, a 2” dall’apoteosi, arriva lo sceriffo Biligha a togliergli la gioia più grande. Il tutto, ha rivelato Kastritis, non nelle migliori condizioni fisiche.
Una stoppata a 3″ dalla fine strozza l’urlo di gioia della Openjobmetis a Tortona
LIBRIZZI 5,5 – Incide poco nel primo giro in campo, spende un paio di falli e forse si gioca qualche minuto di quelli che Kastritis deve distribuire ai suoi esterni (ricordiamocelo, quando qualcuno dice che servirebbe aggiungere altra gente sul perimetro). Un discorso condivisibile, se non fosse che Freeman di minuti ne gioca il doppio. Sei punti, con bella tripla e tris di liberi, ma manca qualche scorribanda in area.
RENFRO 5 (IL PEGGIORE) – Se il Renfro iper-reattivo ci piace, il Renfro che si siede subito con due falli e ne aggiunge un terzo al rientro sul campo non solo non ci piace, ma ci preoccupa pure. Con lui a lungo fuori gioco, Varese deve andare con Nkamhoua da pivot togliendo quella versatilità al quintetto che si ha con entrambe i lunghi da spendere. E poi un’altra cosa: non è concepibile che un giocatore professionista, con la palla in mano, guardi sempre e solo verso la propria metà campo senza neppure avere l’idea di provare ad andare al tiro. Si chiama pallacanestro, non palla-passala fuori. Dai.
MOODY 6 – Se guardiamo la partita del Treccia dal punto di vista dello straniero che fa parte della seconda unità, allora Moody merita la sufficienza con gli 8 punti, le due triple e i 5 rimbalzi. Per dire: Tortona ha 2 punti da Chapman e 0 da Riismaa, tabellino alla mano. Altra cosa sarebbe considerarlo un titolare, come stipendio comanda, ma stavolta val la pena tenersi le cose buone rispetto a quelle negative.
FREEMAN 5 – Just an Illusion, cantavano gli Immagination nel 1982, preconizzando la partita di Allerik che manda a segno i primi due tiri della partita, totale 5 punti, facendo pensare a una serata di grazia, Mai idea fu più sballata: da lì in avanti fallisce sei tiri, cinque dei quali dall’arco, anche con discreto spazio. E’ in squadra quasi solo per quello, non si può permettere uno score del genere. Lavora un po’ a rimbalzo ma, appunto, gli si chiede tutt’altro.
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