Scritte vandaliche a Ferno sulla targa dei cinque martiri partigiani. “Oltraggio alla memoria”
Danneggiato il pannello storico che ricorda cinque patrioti trucidati a inizio 1945, la cui memoria è ancora molto viva in paese. La sindaca: “Puliremo e troveremo i responsabili”
Inaugurato solo pochi mesi fa, è stato deturpato con scritte vandaliche il pannello ai “Cinque martiri” di Ferno, i cinque partigiani uccisi nel gennaio 1945.
Un episodio denunciato dalla sindaca Sarah Foti: “Dopo la Madonna e i Santi, ora non c’è più rispetto neanche per i martiri. È solo di pochi giorni fa l’episodio di imbrattamento della cappelletta di San Macario; ora è toccato alla targa commemorativa del tragico eccidio dei nostri Cinque Martiri, vergognosamente vilipesa, con scritte e segni, senza alcun rispetto di una dolorosa e drammatica vicenda che ha segnato nel profondo tutta la nostra comunità”.
Il pannello era stato posizionato accanto al monumento solo ad inizio anno, nel corso di una sentita cerimonia che ha visto uniti Amministrazione comunale e i promotori del “percorso della Memoria” tra Malpensa e Magenta, vale a dire le Anpi della zona, la Fivl “Raggruppamento Alfredo Di Dio” (la associazione dei partigiani “azzurri”, cattolici e moderati, di base a Busto Arsizio) e l’Ecoistituto Valle del Ticino.
“Non ci stiamo!” dice oggi la sindaca. “Ripuliremo e faremo di tutto per individuare il responsabile, con tutto ciò che è in nostro potere e invitiamo sin da ora chi avesse qualche informazione a segnalarla alla Polizia Locale”.
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Come detto, si tratta del secondo episodio in pochi giorni di vandalismo che ha colpito luoghi sentiti dalla comunità: prima la cappelletta della Madonna a San Macario, oggi il pannello sui Cinque Martiri partigiani, la cui memoria è ancora molto sentita in paese e condivisa in paese.

”Forse si stanno o si sono sbagliati i modelli educativi e il modo di trasmettere il valore del rispetto e del senso civico. Urge riflettere. Forte, ovviamente, è la condanna mia e dell’Amministrazione per questa infamia”.
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