Addio a Marcello Campolo, storico preside e uomo di scuola
Aveva 79 anni, figura molto conosciuta e stimata nel mondo scolastico della provincia di Varese, dove nel corso della sua lunga carriera ha ricoperto il ruolo di preside in diversi istituti
È scomparso all’età di 79 anni Marcello Campolo, figura molto conosciuta e stimata nel mondo scolastico della provincia di Varese, dove nel corso della sua lunga carriera ha ricoperto il ruolo di preside in diversi istituti.
Originario di Reggio Calabria, Campolo aveva scelto il nord dopo gli studi universitari, nel 1972 era arrivato nel Varesotto, costruendo qui il proprio percorso professionale e umano senza però recidere il legame profondo con la terra d’origine, alla quale tornava ogni estate, attratto dal bisogno autentico di ritrovare volti, storie e luoghi familiari. Si è spento domenica 7 dicembre.
La salma è esposta nella Sala del Commiato Mismirigo di Gallarate. I funerali saranno celebrati giovedì 11 dicembre alle 15.45 nella chiesa parrocchiale di Cedrate, preceduti alle 15.30 dalla recita del Santo Rosario.
Tra le testimonianze raccolte in queste ore emerge quella toccante del cugino Pippo Cassarà, amico fraterno con cui Marcello ha condiviso cinquant’anni di vita. Nel suo ricordo affiora il ritratto di un uomo gentile, capace di lasciare il segno senza mai alzare la voce. Cassarà ripercorre i momenti più significativi della loro amicizia: dal giorno del matrimonio di Campolo — «il suo sorriso emozionato, limpido» — a una gita familiare a Sesto Calende, fino alle lunghe conversazioni degli ultimi anni, quando Marcello si era avvicinato con particolare intensità al magistero di Papa Francesco.
Caro Marcello,
te ne sei andato in punta di piedi, con quella riservatezza che ti ha accompagnato per tutta la vita. La notizia non è stata davvero una sorpresa, perché da troppo tempo portavi sulle spalle un dolore che non meritavi, soprattutto tu, che hai sempre vissuto con intensità, passione e generosità. Eppure io voglio lasciare da parte questi ultimi giorni e tenere stretti i ricordi più belli dei nostri cinquant’anni di amicizia.
Penso ancora al giorno del tuo matrimonio, quando con la mia Opel Kadett ti accompagnai in chiesa. È come se vedessi ancora il tuo sorriso emozionato, la felicità che brillava nei tuoi occhi: un momento limpido, speciale. E poi quella splendida giornata a Sesto Calende, io con mio figlio e tu con Francesco: una gita semplice e perfetta, fatta di chiacchiere sincere, allegria e quella leggerezza che solo le persone care sanno condividere.
Mi tornano alla mente anche i tuoi racconti delle escursioni nei boschi, quando uscivi con la tua macchina per fotografare il volo degli uccelli. Era un piacere sentirti descrivere quei momenti: parlavi con entusiasmo, come se la natura sapesse parlarti davvero. E che dire della tua carriera di Preside? Un impegno vissuto con una dedizione straordinaria: ragazzi, colleghi e genitori ti hanno sempre stimato profondamente, perché in te vedevano non solo un dirigente competente, ma un uomo giusto, capace di ascoltare e comprendere.
Un altro aspetto che voglio ricordare è la tua delicatezza nei confronti di Maria. Ogni ricorrenza diventava per te un’occasione per sorprenderla: un regalo pensato con cura, una cena preparata in segreto, un gesto capace di farla sorridere. Era un modo semplice ma autentico per dirle quanto fosse importante nella tua vita.
E poi ci sono le tante giornate trascorse insieme alle nostre famiglie, la tua affettuosa presenza ai miei 40 anni di matrimonio, i discorsi che facevamo negli ultimi anni in cui eri diventato un grande estimatore di Papa Francesco: ritrovavi nelle sue parole quella vicinanza umana che ti ha sempre guidato.
Caro Marcello, voglio ricordarti così: un uomo buono, sensibile, pieno di vita e di attenzioni, capace di lasciare un segno profondo senza mai alzare la voce. Un amico prezioso, un esempio silenzioso che continuerà ad accompagnarmi per sempre.
Pippo Cassarà
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