Malnate, opposizione all’attacco. “Un bilancio di fine anno critico tra ritardi, scelte discutibili e occasioni mancate”
La Lista civica Malnate Sostenibile e la Lista civica per Irene Bellifemine Sindaco critiche sull'operato della maggioranza: "Manca una visione forte, responsabile e aperta"
Riceviamo e pubblichiamo il documento dei gruppi politici di minoranza Lista civica Malnate Sostenibile e Lista civica per Irene Bellifemine Sindaco sull’operato della maggioranza.
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Come gruppi politici di opposizione in tutti questi mesi abbiamo cercato di essere vigili, di fare proposte costruttive e di ascoltare i cittadini. Purtroppo, abbiamo dovuto fare un bilancio di fine anno non proprio positivo per l’attuale governo cittadino e questo ci preoccupa seriamente.
Infatti, a più di un anno e mezzo dall’insediamento, l’attuale maggioranza sembra procedere con passo incerto in tutti i campi, più impegnata a mantenere equilibri interni che a definire una strategia chiara per lo sviluppo della città. Il risultato è una gestione amministrativa molto rallentata, raramente proattiva, e percepita da molti cittadini come distante dalle reali priorità del territorio. Un quadro che fa emergere l’idea di un’amministrazione che, proprio nel momento in cui dovrebbe accelerare, sembra faccia fatica a procedere.
Il nodo principale riguarda la pianificazione: nel campo della mobilità, dell’ambiente, dei lavori pubblici, della sicurezza e dei servizi sociali, le scelte della maggioranza appaiono prive di una visione integrata e lungimirante. Gli interventi finiscono per essere rattoppi improvvisati, più che parti di un progetto strutturato. In una realtà urbana che cresce e cambia, limitarsi a gestire l’ordinario non basta più.
Tutto questo viene amaramente confermato dal DUP e dal bilancio di previsione del 2026, dove ciò che viene dichiarato come obiettivo strategico non vede nessun riscontro nell’allocazione dei fondi, valutazione oggettiva confermata in consiglio non solo dai nostri gruppi ma da tutta l’opposizione.
Molti malnatesi lamentano una distanza crescente con chi governa la città; iniziative di partecipazione pubblica giudicate insufficienti, comunicazioni frammentarie e spesso tardive, scarsa capacità di ascolto reale: è questo uno dei punti più deboli dell’attuale amministrazione. Una maggioranza solida non teme il confronto né con i cittadini né con la minoranza; al contrario, dovrebbe cercarlo e considerarlo una risorsa per migliorare.
Un sindaco, un presidente del consiglio che mortificano, zittiscono o diffidano i consiglieri d’opposizione o i loro tecnici, mettono in evidenza il grande timore di essere nel torto e di conseguenza attaccano cercando la difesa. Una maggioranza e un sindaco che non dialogano, che danno risposte sempre fuori tempo massimo, dimostrano semplicemente di non essere preparati, e il ricorso alla lettura di relazioni scritte da altri dimostra quanto siano poco addentro alla cosa pubblica, sia dal punto di vista delle competenze, sia dal punto di visto dell’impegno che ci mettono.
Inoltre, la mancanza di coinvolgimento dei cittadini è confermata dal fatto che non sono stati ancora costituiti i Comitati di quartiere che solitamente vengono nominati subito dopo le elezioni, proprio per dare voce al territorio. Certo possono essere difficili da gestire ma vanno costituiti e coinvolti.
Progetti in ritardo
Ma vediamo a che punto sono i principali progetti in essere.
Il progetto del Polo Civico e Culturale, che dovrebbe sorgere di fianco al municipio, è emblematico delle criticità sollevate.
All’interrogazione formulata da noi in consiglio, è stato risposto che lo stato di avanzamento dei lavori sarebbe fermo al 14%, un dato per noi molto preoccupante poiché sicuramente non permetterà di arrivare al termine previsto per febbraio e già slittato a marzo 2026. Inoltre, non capiamo perché la maggioranza abbia rifiutato la nostra proposta di arretrare l’edificio (presentata in consiglio a novembre 2024, quando c’erano tutte le condizioni per poterla attuare) al fine di migliorare l’agibilità e la sicurezza su via Marconi, sostenendo che ciò avrebbe rallentato i lavori del cantiere.
E invece, proprio l’amministrazione ha poi deciso di fermare i lavori per inserire nel progetto un campo da calcio davanti all’ingresso del Polo civico. Una scelta considerata da molti discutibile e, soprattutto, responsabile di ulteriori ritardi e di un aumento dei costi.
Anche la riqualificazione del “Castello” del Parco 1° Maggio, finanziata con il PNRR, procede lentamente con rischio di ritardi sulla concessione dei fondi. Il cantiere sarebbe così indietro da far temere il mancato rispetto delle scadenze europee (timore evidenziato anche dai Revisori dei conti del comune), con tutte le conseguenze che ciò comporterebbe.
Parliamo del bando infinito per l’affidamento della farmacia comunale, già avviato con forte ritardo e con un grosso aggravio di costi e che finalmente oggi sembrerebbe arrivato a una conclusione.
La situazione espone il bene comunale, i dipendenti e la municipalizzata a rischi economici e gestionali non trascurabili. Si tratta di un argomento che sicuramente divide la maggioranza di oggi, come quella di ieri, visto che persino un consigliere del PD si è astenuto in Consiglio in merito a questo.
A tal proposito abbiamo anche più volte messo in evidenza che non sono stati adeguatamente gestiti né lo stato né il futuro della municipalizzata Aspem Farmacia: il risultato è stato appunto “la diffida” ai nostri tecnici (peraltro rinomati professionisti), chiaro segno della volontà di mettere a tacere le minoranze.
Dopo gli interventi finanziati dal PNRR, l’Area Feste di via Pastore e il Campo Sportivo di via Gasparotto avrebbero dovuto essere affidati tramite bando pubblico a enti o associazioni per migliorarne la gestione.
Ad oggi, invece, il bando non risulta nemmeno impostato, cosa che lascia strutture di grande pregio senza un modello gestionale sicuro e lungimirante.
Altri temi critici
Parliamo poi dell’oneroso acquisto di Monte Morone, del valore di più di 2.200.000 euro, che è stato presentato come un investimento strategico e che a noi, come a molti cittadini malnatesi, è sembrato solo una mossa elettorale e partitica.
Infatti, era già noto a tutti che chiunque avesse acquistato l’area avrebbe dovuto dare la possibilità di aprirla per le celebrazioni liturgiche tradizionali grazie ad un accordo pregresso.
Ad oggi non esiste una valutazione pubblica dello stato dell’area, né un progetto che giustifichi finalità e obiettivi dell’investimento; l’acquisto di Monte Morone rischia così di rimanere un atto isolato e un grosso aggravio di spese di gestione per un’area grande e complessa da tenere anche in sicurezza.
Allora perché acquistarla se non si avevano chiari gli obiettivi? Noi, da malnatesi e come gruppi politici, speriamo in un progetto concreto e sostenibile di riqualificazione e utilizzo a favore della comunità.
Altro argomento di discussione è la 167 che continua a essere un quartiere in difficoltà e che, secondo i residenti, avrebbe bisogno di un piano organico di interventi. Alcuni interventi erano stati effettuati nel passato con le risorse a disposizione, ma oggi, nonostante il tesoretto ritrovato, non è stato avviato alcun progetto né è stata convocata nessuna commissione, mentre nell’area assistiamo al verificarsi di episodi di cronaca importanti, come gli arresti legati allo spaccio.
Politiche sociali e cultura: tutto fermo
Sul fronte delle politiche sociali, obiettivo che a noi sta molto a cuore, non emergono progetti nuovi o significativi: nessun intervento strutturato per i giovani, nessun programma per il sostegno agli anziani, ai più fragili, alle famiglie; nessun vero potenziamento dei servizi esistenti. Questo è per noi motivo di grande preoccupazione e mancanza di totale visione di prevenzione; ora che i fondi si sono trovati, non capiamo questa staticità inaccettabile.
Anche sul fronte culturale non risultano iniziative di rilievo e non vediamo una chiara e forte strategia annuale per il DUC (Distretto Urbano del Commercio), quando invece, per questi ambiti erano stati stanziati dei fondi che dovevano servire a valorizzare le realtà locali. Infatti, anche la progettazione per il Natale e le luminarie resta sempre minima e in forte ritardo rispetto alle altre città, con una chiara penalizzazione che ricade proprio sul commercio locale.
L’installazione di una pista di ghiaccio nel periodo natalizio non può essere considerata la soluzione alla progettazione di iniziative dedicate al periodo festivo.
Nonostante i proclami di inizio mandato e la costituzione di una commissione apposita, nulla è stato fatto per prevenire il dissesto idrogeologico e per venire incontro alle esigenze dei cittadini della Folla, neanche l’installazione di sensori che potrebbero allertare precocemente gli abitanti della zona.
Anche il PGT (in forte ritardo rispetto alle previsioni) ci trova in disaccordo su alcuni punti fondamentali, come la riduzione del consumo del suolo pubblico e la locazione di una struttura di vendita di media grandezza in un’area già densamente popolata e con gravi problematiche relative alla circolazione e ai parcheggi. Questo ha determinato moltissimi interrogativi non solo da parte dei gruppi politici d’opposizione, ma anche da cittadini e commercianti.
Un avanzo di bilancio senza visione
Ma parliamo di uno degli argomenti più discussi e cioè dell’avanzo di bilancio particolarmente cospicuo che l’attuale amministrazione dichiara di aver trovato. Si tratta di valutazioni politiche, ma resta il fatto che con più fondi a disposizione ora ci si aspettava una progettualità e una programmazione molto più ambiziose e attente.
Tutto questo ci ha spinti a portare nel consiglio di fine anno ben sei emendamenti al bilancio di previsione del 2026, che puntualmente sono stati bocciati per volere politico della maggioranza. La motivazione è da ritrovarsi nel fatto che i fondi per finanziare i nostri emendamenti erano stati ricercati nei capitoli dedicati a finanziare i compensi di sindaco e assessori; fondi che ad oggi sono pari a 236.000 euro annui; a nostro parere la giunta potrebbe rinunciare ad una parte di questi a favore di progettualità di prevenzione per i giovani.
E intanto manca ancora la nomina di un assessore al bilancio dopo un anno dalle dimissioni di Torchia a inizio 2025.
Finora l’amministrazione si è limitata a portare avanti progetti della precedente giunta come la Rotatoria davanti al Comune, le asfaltature, la riqualificazione di via Matteotti, i PNRR (tranne il Parco I Maggio appunto) e di questo siamo contenti, mentre in capo all’attuale maggioranza poco di nuovo si è fatto o si sta facendo.
Un appello per il futuro
In conclusione, alla luce di ritardi, scelte controverse e progetti mai avviati, molti malnatesi percepiscono una maggioranza che procede senza una direzione chiara. La nostra comunità ha potenzialità, energie e risorse: ciò che manca, è un’amministrazione capace di trasformarle in futuro e che pensi a governare per il bene della città e non solo a mettere in atto proclami politici per interessi personali o partitici.
L’amministrazione non può limitarsi alla gestione di routine: richiede una visione forte, responsabile e aperta.
La speranza è che la maggioranza se ne renda conto e scelga, finalmente, di cambiare passo e di governare come un “buon padre di famiglia” attento alle risorse e ai bisogni reali dei cittadini.
Speriamo che il Nuovo Anno portino gentilezza vera, capacità di ascolto, voglia di bene comune e tanto amore per il prossimo.
I gruppi politici di Malnate:
Lista civica Malnate Sostenibile
Lista civica per Irene Bellifemine Sindaco
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