Piacere, Carlos: stufo di perdere

In Germania Stewart aveva collezionato solo KO: a Cremona ha spaccato la partita. Alviti e Nkamhoua solidissimi, Freeman ancora fantasma

Vanoli Cremona – Openjobmetis Varese

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Vanoli Cremona – Openjobmetis Varese 79-87 4 di 17

STEWART 8,5 (IL MIGLIORE) – Questo ragazzo era stufo di perdere, dopo 9 sconfitte in 9 partite da professionista con i galletti amburghesi, degradati a polli tra Bundesliga ed Eurocup. E lo ha dimostrato sfruttando l’effetto sorpresa fin dal primo possesso: rapido col primo passo, preciso da fuori a differenza dei compagni, autore di una schiacciata in corsa che ha fatto tremare il PalaRadi. Promosso, promossissimo. Benvenuto a Varese, confidando nel bis.
MVP Confident per i lettori della #direttaVN con il 79% delle preferenze.

ALVITI 7,5 – Un impatto eccellente sulla partita, per rimediare i danni freemaniani: canestri ma anche presenza, varietà nelle conclusioni, determinazione. A sottolineare quanto fosse mancato con Udine. Con il passare dei minuti si normalizza nella prestazione restando però ben dentro alla partita: non a caso chiude con la valutazione migliore (23) e con saldi positivi sui falli e sulle perse-recuperate. Un unico asterisco per quei mancati aiuti dal lato debole, sfruttati due volte di fila da Casarin.

MOORE 7 – Regala la giocata dell’anno. Peccato sia vietata: stoppatona con una mano, appendendosi al ferro con l’altra. Il massimo momento comico nel momento più duro di Varese. Al di là dello show dà tanta sostanza dietro e a rimbalzo, limitando un po’ tutti gli esterni avversari. Poi cade in antichi errori quando sarebbe il caso di gestire la palla ma lo conosciamo. E lo prendiamo per quello che è, assolutamente.

ASSUI 7 – Tornato ministro della difesa come nei giorni migliori: si sbatte come un matto sia quando deve andare in alto (8 rimbalzi), sia quando deve andare in basso (due contese guadagnate in tuffo). In attacco non c’è, ma tutto sommato neppure ci deve essere, in questo meccanismo. Soffre un po’ solo Ndiaye, che però ne ha messi in croce molti in questo avvio di campionato.

NKAMHOUA 7,5 – Gli si chiedeva concentrazione, oltre che produttività, e Olli stavolta sta con la testa nella partita da cima a fondo. Nei momenti buoni – doppia doppia: 13 punti e 16 rimbalzi – e in quelli meno buoni, quando si cucca qualche stoppata dagli omoni d’area di Brotto. Però, ci ripetiamo, c’è sempre e chiude con 19 di valutazione, perdendosi l’8 per quelle due triple forzate e azzardate che poteva risparmiarsi.

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IROEGBU 6,5 – Gioca per mezz’ora invischiato nella mostarda che Brotto gli cosparge sotto le scarpe, sottoforma di marcature con uomini più alti, corpulenti e ugualmente rapidi (Jones, Casarin, Veronesi). E la situazione fa preoccupare i tifosi, anche quelli che la mostarda la amano alla follia. Quando però c’è da stringere i tempi e tirare le somme, Ike rompe gli indugi e le catene: ritrova l’amato attacco al ferro e – dopo due errori precedenti – fa 4 su 4 in lunetta. Deficit nelle caselle assist e recuperi, ma tutto è bene quel che finisce bene.

LIBRIZZI 6 – Tocca fare come quei professori buoni, quelli che “stavolta ti dò 6 ma la prossima volta studia di più”. Perché è bellissimo vedere il capitano inventarsi 2′ da fenomeno, ma da lui servirebbe una continuità maggiore. Certo, non dev’essere facile sentire chiamare il nome di Freeman, di questo Freeman, al posto del suo nel momento in cui viene comunicato il quintetto base.

RENFRO 6 – Da zavorra a risorsa, appena in tempo. L’avvio è tragico, perché non combina nulla e si pesta i piedi con Nkamhoua: fuori Renfro (e Freeman) la squadra risale e non è che Nate si riabiliti nei successivi tentativi di farlo rendere. Fino all’ultimo: quando la palla scotta e il tempo corre verso il 40′ il pivot si trasforma. Corregge un errore di Alviti, segna un libero importante, ruggisce in mezzo all’area a rimbalzo e tira una stoppata pazzesca a Grant. Davanti a noi, un tifoso cremonese, lascia il palazzetto su quella giocata.

FREEMAN 4 (IL PEGGIORE) – Quattro come i tiri, tutti relativamente aperti, scagliati ad ammaccare i ferri del PalaRadi. Nulla di utile, nulla di rilevante. Nulla che faccia pensare a un giocatore in grado di risalire la china, nonostante la fiducia concessa da Kastritis che corre il rischio di fare una figuraccia – anzi, la fa – rimettendo l’ex veneziano in quintetto. Ehi, c’è qualcuno?

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Damiano Franzetti
damiano.franzetti@varesenews.it

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Pubblicato il 08 Dicembre 2025
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