Crans-Montana, prime dimissioni dei giovani ricoverati: Bertolaso elogia sanità e ragazzi
Una delle ragazze ricoverate al Niguarda è stata trasferita a Cesena. I giovani coinvolti stanno reagendo bene, ma serviranno ancora settimane di cure e controlli prima di poter dire che sono definitivamente fuori pericolo
Prosegue il lento ma incoraggiante miglioramento delle condizioni dei giovani rimasti coinvolti nel drammatico incendio avvenuto a Crans-Montana, in Svizzera. Nella giornata di ieri, una delle ragazze ricoverate al Niguarda di Milano è stata trasferita all’ospedale di Cesena, per consentire una maggiore vicinanza alla famiglia.
A fare il punto della situazione è Guido Bertolaso, assessore regionale al Welfare, che ha seguito fin dall’inizio l’evolversi del quadro clinico dei feriti: «Li stiamo curando come se fossero nostri figli, o, nel mio caso, come se fossero nipoti. Il nostro impegno è stato quotidiano e costante dal primo minuto».
Verso le prime dimissioni
Se le condizioni dei pazienti continueranno a migliorare, già nei prossimi giorni potrebbero esserci le prime dimissioni dagli ospedali. Bertolaso ha sottolineato la forza e la tenacia con cui i ragazzi stanno affrontando il percorso: «Stiamo ricevendo da loro risposte straordinarie. Il nostro sistema ospedaliero sta dimostrando qualità, efficacia e una grande umanità».
Percorsi di cura complessi e prolungati
I trattamenti non si esauriranno a breve: i giovani coinvolti nell’incendio dovranno affrontare ancora fasi di controllo e prevenzione nelle settimane a venire. «I percorsi di cura restano complessi e di lunga durata »ha precisato l’assessore, ribadendo l’alta qualità della sanità lombarda, che in questa emergenza sta offrendo il meglio di sé.
La speranza: poter dire presto “fuori pericolo”
«L’obiettivo – conclude Bertolaso – è poter dire presto che tutti i ragazzi sono definitivamente fuori pericolo di vita. Non possiamo ancora affermarlo, ma il percorso intrapreso è quello giusto».
Nel frattempo, Regione Lombardia conferma la sua vicinanza concreta e costante ai giovani e alle loro famiglie, offrendo supporto medico e umano in ogni fase della degenza.
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