Dialisi peritoneale: al via a Busto Arsizio un congresso formativo per medici e infermieri
Il corso promosso dalla struttura complessa di Nefrologia e Dialisi si propone di offrire strumenti decisionali e tecnici per un trattamento più sicuro ed efficace
Giovedì 29 gennaio, dalle 8.30 alle 19.00, l’Aula Suor Bianca del Presidio Ospedaliero di Busto Arsizio ospiterà una giornata di formazione e confronto dedicata alla dialisi peritoneale, rivolta a medici internisti, nefrologi e infermieri.
Focus su pratica clinica e aggiornamento professionale
Il congresso, organizzato sotto la responsabilità scientifica della dottoressa Maria Rosa Caruso, direttrice della Struttura Complessa di Nefrologia e Dialisi, si propone di offrire un approfondimento completo su una modalità di trattamento che, se ben gestita, può garantire una migliore qualità della vita ai pazienti nefropatici.
«La dialisi peritoneale rappresenta una modalità di trattamento sostitutivo renale che, se correttamente indicata e gestita, consente di migliorare la qualità della vita, l’autonomia e la continuità assistenziale dei pazienti nefropatici – spiega la dottoressa Caruso – Il successo del trattamento dipende da competenze specifiche che riguardano il corretto posizionamento del catetere peritoneale, la valutazione ecografica post-operatoria, la gestione delle complicanze chirurgiche e cliniche, nonché dalla capacità di selezionare e seguire in modo personalizzato i pazienti candidabili alla dialisi peritoneale».
Sessioni pratiche e approccio multidisciplinare
Il corso alternerà momenti di teoria a sessioni pratiche in sala operatoria, offrendo ai partecipanti l’occasione di acquisire competenze fondamentali per garantire sicurezza ed efficacia nella gestione del trattamento. L’approccio formativo sarà multidisciplinare e centrato sul paziente, con il contributo di diversi professionisti interni ed esterni all’ASST Valle Olona.
«Questo corso permetterà ai partecipanti di conoscere le corrette tecniche di posizionamento e valutazione del catetere peritoneale, individuare precocemente le principali complicanze chirurgiche e cliniche – prosegue Caruso – consentendo quindi una gestione tempestiva, ottimizzare la scelta di quale paziente può essere avviato alla dialisi peritoneale e valutare in corso d’opera l’andamento del trattamento dialitico, così da migliorare l’adeguatezza della terapia».
L’obiettivo: migliorare qualità, sicurezza e continuità dell’assistenza
L’iniziativa rappresenta un’occasione di aggiornamento fondamentale per chi opera nel settore della nefrologia e vuole migliorare le proprie competenze tecniche e decisionali. L’obiettivo è rafforzare un modello assistenziale centrato sul paziente, capace di coniugare efficacia clinica, autonomia del paziente e continuità nella cura.
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