Guasti e ritardi, protesta del PD a Varese: “Servizio ferroviario in degrado”
L’appello dei Dem a Regione Lombardia e al Governo: "Non si tratta più di imprevisti, ma di una situazione strutturale"
La Segreteria provinciale del Partito Democratico di Varese interviene sui nuovi disagi che, tra ieri e oggi, hanno colpito il servizio ferroviario di Trenord, tornando a coinvolgere migliaia di pendolari anche nel Varesotto.
«Per quest’anno… non cambiare… Un invito che Trenord sembra aver preso fin troppo alla lettera», si legge nel comunicato diffuso dal PD. L’anno nuovo, sottolineano i dem, si è aperto con una nuova serie di problemi: ritardi, cancellazioni e variazioni improvvise che stanno ormai diventando una costante.
Guasto a Novate e ritardi a catena
In particolare, viene ricordato quanto accaduto nella mattinata odierna, quando un guasto a Novate Milanese ha rallentato e in parte bloccato la circolazione ferroviaria fin dalle prime ore dell’alba. I ritardi medi hanno raggiunto i 30 minuti, con pesanti ripercussioni sulle linee suburbane e regionali. Una situazione che, ancora una volta, ha costretto le e i pendolari a riorganizzare intere giornate: «lavoro, coincidenze, tempi di vita», scrive il PD provinciale.
La linea Laveno–Cadorna nel mirino
Tra le tratte maggiormente penalizzate viene citata anche la Laveno Mombello – Milano Cadorna, definita «non una linea marginale» ma una delle direttrici più frequentate della Lombardia. Migliaia di persone la utilizzano quotidianamente, pagando direttamente le conseguenze di quello che il PD definisce «un servizio ormai in evidente stato di degrado».
Nel comunicato si punta il dito anche contro l’aumento dei costi: «l’unica puntualità offerta è nell’aumento dei prezzi», mentre ai viaggiatori viene chiesto di «monitorare l’app», una risposta giudicata insufficiente.
L’appello a Regione e Governo
Secondo la Segreteria provinciale del PD, il problema non è la comunicazione, ma «l’inaffidabilità strutturale di un sistema che continua a scaricare inefficienze su chi viaggia». Per questo l’appello è diretto a Regione Lombardia e al Governo, invitati a non voltarsi più dall’altra parte. «Qui non siamo davanti all’ennesimo imprevisto – conclude il comunicato – ma a una normalità che non dovrebbe essere accettata. Passano gli anni, ma per chi prende il treno sembra sempre lo stesso giorno».
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