Il Birrificio Sociale di Malnate guarda al futuro: “Vogliamo diventare un luogo di aggregazione”
Fabio Brusa, ospite a "La Materia del Giorno", racconta i prossimi passi del progetto malnatese: "Aspettiamo l'ok delle Belle Arti per aprire il bar all'oratorio, intanto diversifichiamo i nostri prodotti"
Il sogno del Birrificio Sociale di Malnate trova una nuova casa e si prepara a diventare un punto di riferimento per l’aggregazione cittadina. Ospite della puntata de “La Materia del Giorno”, Fabio Brusa ha raccontato l’evoluzione di questo progetto nato nel 2017 e diventato realtà attraverso una cooperativa che unisce l’arte della birra artigianale all’inclusione lavorativa. Dalla produzione conto terzi con ricette originali, fino all’assunzione di persone con fragilità, il percorso del BSM approda ora nei locali dell’ex cinema dell’oratorio maschile, dove lo scorso aprile è iniziata una profonda ristrutturazione per trasformare il bar in uno spazio aperto a tutti.
Le origini e la missione sociale
«L’idea originale era quella di creare un birrificio artigianale e sociale che desse lavoro a persone fragili o appartenenti alle categorie protette. Inizialmente non avevamo le forze per una struttura nostra e ci siamo appoggiati a una cooperativa di Venegono, poi nel 2019 è nata la BSM Onlus. Oggi siamo otto soci, tra cui Angela, la nostra socia lavoratrice che gestisce il punto vendita. In questi anni abbiamo collaborato con realtà storiche come “La Finestra”, ospitando i ragazzi per tirocini e formazione, perché l’obiettivo sociale è presente in ogni nostra attività», racconta Fabio Brusa, socio del Birrificio Sociale di Malnate -.
Le birre dedicate ai rioni di Malnate
«Le nostre birre hanno legami fortissimi con il territorio – spiega Brusa -, a partire dai nomi che richiamano zone storiche della città. Abbiamo la Cotta 14, una Golden Ale, e la Beerlinghina, una rossa scelta dai nostri clienti tramite un sondaggio online. C’è poi la Malbock, che gioca tra lo stile Bock e la zona del Malböc, e la Uno Sei Sette, una IPA venduta in lattina. L’ultima nata è la Molera, una Pils dedicata alle storiche cave di pietra nella Valle dell’Olona. Tenere questo legame forte con le radici di Malnate è una cosa che sta molto a cuore a tutti i soci».
La nuova sede all’oratorio e la sfida della burocrazia
«Siamo entrati nella nostra nuova casa grazie alla richiesta di Don Alessandro Sacchi, che voleva rilanciare il bar dell’oratorio maschile creandone uno spazio di aggregazione giovanile. Abbiamo ristrutturato i locali grazie all’aiuto di professionisti e aziende come Tigros, che ci ha donato i banconi. Al momento siamo incagliati in alcuni passaggi burocratici con le Belle Arti per via dell’età della struttura, che ci impediscono l’apertura completa al pubblico come bar, ma lo spazio è già attivo come punto vendita e per eventi privati come compleanni o serate a tema».
Non solo birra: panettoni, gin e accoglienza
«In questi anni siamo riusciti a diversificare molto i prodotti: produciamo panettoni e colombe artigianali impastati con le nostre birre e un gin speciale realizzato con i luppoli della Beerlinghina. Ma la nostra crescita non si ferma ai prodotti. Grazie al bando “Giovani Smart” di Regione Lombardia, abbiamo inserito nel personale Cristian, un ragazzo con fragilità che diventerà il nostro cameriere. Il desiderio è quello di accogliere quante più persone possibile all’interno della cooperativa, dando loro una reale possibilità di lavoro o di tirocinio».
Il futuro: un centro di aggregazione contaminato
«L’obiettivo non è essere solo un birrificio, ma diventare uno spazio contaminato, una sorta di circolo moderno. Vorremmo offrire un’aula studio per gli adolescenti, colazioni la domenica mattina per chi esce da messa e aperitivi per chi frequenta il mercato il sabato. Con l’ingresso del nuovo socio chef Ivan Gualandi, punteremo molto anche sulla qualità dell’offerta. Immaginiamo un luogo dove convivono anziani, giovani e famiglie, magari con la formula americana “bring your own food”, dove ognuno porta il cibo e noi spilliamo la birra artigianale» – Fabio Brusa, socio del Birrificio Sociale di Malnate -.
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