“Manovra di guerra”, M5s Lombardia: «Il riarmo di Meloni lo pagano i cittadini lombardi»
Al centro del primo appuntamento del ciclo di incontri dedicati alla Legge di Bilancio gli effetti che i tagli imposti dal governo avrebbero avuto sulle scelte della Regione Lombardia
È partito dalla Lombardia il ciclo di appuntamenti “La manovra di guerra” – Come tolgono i soldi agli italiani per spenderli in armi organizzato dal Movimento Cinque Stelle e dedicato agli effetti che le scelte del Governo all’interno della Legge di Bilancio 2026 avrebbero avuto sulle decisioni degli amministratori locali.
In collegamento, l’intervento del presidente del Movimento Cinque Stelle Giuseppe Conte. In sala i capigruppo di Camera e Senato Riccardo Ricciardi e Stefano Patuanelli. Con loro i parlamentari Elena Sironi e Bruno Marton e l’eurodeputato Gaetano Pedullà.
Nel corso dell’evento sono intervenuti i consiglieri regionali: Paola Pollini, Paola Pizzighini e Nicola Di Marco i quali, anche in relazione all’approvazione dell’ultimo bilancio regionale, hanno messo in evidenza «come i tagli imposti dal governo Meloni abbiamo finito per gravare anche sulle scelte di regione Lombardia».
«Non bisogna commettere – hanno commentato i rappresentanti del movimento – l’errore di pensare che la scelta del governo di spendere 23 miliardi dei cittadini italiani, in una sconsiderata corsa al riarmo, non abbia avuto effetti anche a livello locale. Da anni il centrodestra lombardo si vanta di non mettere le mani in tasca ai cittadini, una narrazione che però non regge, nel momento in cui i dati dimostrano che i cittadini lombardi siano sempre più costretti a frugarsi nelle tasche per pagarsi le cure mediche, i servizi di base e gli aumenti dei costi del trasporto pubblico. Il tutto in un contesto in cui il carrello della spesa costa un terzo in più rispetto al 2021 e gli affitti sono diventati insostenibili. Spendere 23 miliardi in armi significa lasciare indietro non solo chi è più in difficoltà, ma anche le imprese lombarde massacrate dai dazi e dai costi dell’energia e per questo costrette a chiudere con frequenza allarmante, il terzo settore, la tutela delle legalità all’interno delle città, l’antimafia e la sicurezza sul lavoro. Tutti aspetti sui quali anche Regione Lombardia è stata costretta a tagliare».
Ad aprire l’incontro il coordinatore regionale del Movimento Cinque Stelle Lombardia, Dario Violi: «Abbiamo scelto di trattare questo tema in Lombardia, perché è una delle regioni che più di tutte subisce le conseguenze delle scelte sbagliate del Governo nazionale, ma anche di una gestione regionale che spesso si allinea agli ordini di Roma, alla faccia della promessa non mantenuta di autonomia. Noi pensiamo che lo sviluppo del Paese passi da investimenti in sanità pubblica, in scuola, nel lavoro, nella tutela dell’ambiente, ma soprattutto dal restituire ai cittadini e alle imprese la possibilità di investire in prima persona. Il Governo Conte è stato il governo che più di tutti ha lavorato per dare credito a imprese e cittadini, ora la scelta è investire in armi. I risultati? Il Pil cresce dello zero virgola e meno che in Europa, la produzione industriale è ferma, le imprese chiudono e i cittadini fanno fatica persino a fare la spesa».
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