“Nessuna tragedia è davvero solo una fatalità”: il monito ai ragazzi dopo i tragici fatti di Crans Montana
Nel convegno conclusivo del progetto promosso da Aime con Provincia e Ufficio scolastico il tema della sicurezza è stato affrontato anche alla luce della tragedia di capodanno
La strage di Capodanno a Crans-Montana, nel locale trasformato in trappola per l’assenza delle più elementari misure antincendio, è diventata il paradigma di ciò che accade quando la sicurezza resta solo sulla carta.
Quella tragica notte è risuonata più volte questa mattina a Villa Recalcati dove si è svolto l’incontro conclusivo del progetto “Villaggio della Sicurezza 2025”. Il convegno, organizzato da AIME – Associazione Imprenditori Europei in collaborazione con Provincia di Varese e Ufficio Scolastico Territoriale.
“Una cultura della sicurezza è una responsabilità condivisa”
Il tema della prevenzione come valore collettivo da trasmettere alle giovani generazioni è stato sottolineato alla luce della drammaticità delle immagini che ci sono arrivate da quella notte e dall’irresponsabilità diffusa che ne è stata la causa: «Dai video e dalle testimonianze di Crans Montana è emersa un’assenza generalizzata di consapevolezza – ha detto Giuseppe Carcano, dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale – È mancata una cultura della sicurezza, che è anche cultura del lavoro, della vita quotidiana, della cittadinanza. Una responsabilità collettiva che riguarda autorità, datori di lavoro, lavoratori e studenti, chiamati a porre domande, a pretendere condizioni sicure. Serve formare i giovani ad affrontare la realtà».
Il messaggio è stato chiaro: la sicurezza non è solo addestramento tecnico o rispetto formale delle norme, ma un modo di guardare il mondo. È la capacità di riconoscere un’uscita di emergenza ostruita, di dire no a un comportamento rischioso, di chiedere che in un’aula, in un laboratorio o in un locale siano rispettate le regole di base. Un modo di pensare che si costruisce negli anni, a partire dalla scuola.
“Una cultura della sicurezza è una responsabilità condivisa”

Ad aprire l’incontro di questa mattina sono stati i saluti istituzionali del vicepresidente della Provincia Giacomo Iametti e del prefetto di Varese Salvatore Pasquariello. Entrambi hanno sottolineato la necessità di «una formazione diffusa e mirata che coinvolga tutta la cittadinanza, a partire dalle scuole, in collaborazione con vigili del fuoco, forze dell’ordine e mondo del lavoro».
«Non possiamo dimenticare gli errori del passato – ha dichiarato il prefetto Pasquariello rivolgendosi ai ragazzi presenti in sala – La sicurezza non è qualcosa che riguarda solo chi porta una divisa o lavora nelle emergenze. Riguarda le vostre scelte, il vostro modo di stare insieme, il vostro rispetto delle regole. La prevenzione è il compito di chi rappresenta lo Stato sul territorio. Ma la prevenzione non funziona se resta solo negli uffici. Funziona quando diventa cultura diffusa, quando entra nelle famiglie, nelle classi, nei comportamenti quotidiani. La sicurezza non è paura, non è diffidenza. È fiducia nelle regole, nelle persone, nelle istituzioni. Ed è educazione».
Il direttore dell’Ufficio scolastico Carcano ha chiamato a raccolta tutti gli attori perchè si avvii uno sforzo formativo congiunto nelle scuole così da sensibilizzare i giovani a schivare il pericolo.
Iametti: “Dobbiamo formare cittadini consapevoli”
Il vice presidente Giacomo Iametti ha aggiunto: «Viviamo un tempo in cui i temi della sicurezza, della prevenzione e della protezione non possono più essere considerati secondari. I fatti di cronaca recenti — dall’incidente di Crans-Montana agli episodi di violenza che hanno colpito le nostre scuole — ci ricordano con forza quanto sia necessario investire in una cultura della prevenzione, capace di tutelare le persone, in particolare i più giovani, prima che accadano eventi dalle conseguenze drammatiche. Serve una formazione generalizzata sulla sicurezza negli ambienti di vita, in classe come sul lavoro. Il Villaggio della Sicurezza è stato un bel punto di partenza, ma ora dobbiamo lavorare su percorsi educativi continui, mirati, diffusi. Perché la sicurezza permea ogni aspetto della nostra quotidianità. Parlare ai giovani significa costruire una società più consapevole, resiliente e capace di prevenire».
Giovani protagonisti, sicurezza come valore
Durante la mattinata, numerosi esperti hanno affrontato i temi della sicurezza stradale, del cyberbullismo, del revenge porn, delle truffe agli anziani, della sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro, delle emergenze e del ruolo del numero unico 112.
Il progetto si è chiuso con la consegna delle targhe di riconoscimento agli studenti dei licei artistici Frattini di Varese, Manfredini di Varese e Don Milani di Tradate, che hanno partecipato alla prima edizione del laboratorio creativo “Un disegno per il futuro”.
Il messaggio che è uscito da Villa Recalcati è che nessuna tragedia è davvero “solo una fatalità”: dietro ci sono quasi sempre scelte, omissioni, leggerezze. Per cambiarle serve una cultura della sicurezza condivisa, costruita giorno dopo giorno da istituzioni, imprese, scuole, famiglie e singoli cittadini. E i giovani, se adeguatamente formati e ascoltati, possono esserne i primi ambasciatori.
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