A Radio Materia con Carlo Magni, presidente dell’Università per la Cultura Popolare di Busto Arsizio
«La cultura è tenere viva la mente», racconta l'ex professiore bustocco e presenta dodici appuntamenti fino a maggio tra storia, letteratura, musica e identità del territorio
Un’aula piena il mercoledì pomeriggio e un pubblico attento all’ascolto: è questa l’immagine che meglio racconta l’Università Cittadina per la Cultura Popolare di Busto Arsizio, una realtà che da oltre quarant’anni anima la vita culturale della città e che da mercoledì 18 febbraio tornerà con una nuova rassegna di incontri aperti a tutta la cittadinanza.
Nella nuova puntata di Soci All Time (il format radiofonico di Radio Materia realizzato in collaborazione con Csv Insubria), abbiamo intervistato Carlo Magni, presidente dell’associazione bustocca del 2022. Magni, ex professore di geografia politica oggi in pensione ha raccontato della sua esperienza sul campo e presentato il programma delle prossime conferenze, in programma fino al 13 maggio.
Appuntamenti che spazieranno dalla storia locale alla letteratura, dalla musica alla geopolitica, con uno sguardo attento anche ai temi dell’attualità e dell’identità del territorio.
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«L’idea è offrire occasioni di conoscenza accessibili ma mai banali, capaci di stimolare curiosità e confronto. Non è un’università per “addetti ai lavori”: è uno spazio civico», spiega Magni. Il programma di quest’anno segue un filo conduttore preciso: uno sguardo al femminile che attraversa più ambiti disciplinari. Dalle scrittrici dell’Ottocento alle figure dimenticate della musica, fino alle protagoniste della letteratura europea, come Anna Karenina e Madame Bovary, raccontate dalla scrittrice Marta Morazzoni, premio Campiello, attesa in primavera.
Non mancano gli appuntamenti legati alla storia e all’identità bustocca, come l’incontro dedicato al quartiere di Borsano o quello sul referendum tra monarchia e repubblica, inserito nel contesto degli 80 anni dalla nascita della Repubblica italiana. Spazio anche alla musica, all’enogastronomia e alla riflessione storica e religiosa, con ospiti di rilievo del panorama culturale locale e nazionale.
Accanto alle conferenze, l’Università propone inoltre uscite culturali, concerti e gite di una giornata, che rafforzano il valore sociale dell’iniziativa: «La cultura è tenere viva la mente», conclude.
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