“Che sia 25 tutto l’anno”, CISL dei Laghi rilancia su lavoro e credito per le vittime di violenza
Il progetto del Coordinamento Donne e Politiche di Genere punta a trasformare il sistema bancario in una rete di protezione sociale, con misure concrete su lavoro, mobilità e sospensione di mutui e prestiti
La FIRST-CISL sottoscrive un nuovo protocollo per sostenere l’autonomia economica e la sicurezza delle donne vittime di violenza e degli orfani di femminicidio. L’iniziativa rientra nel progetto “Che sia 25 tutto l’anno” promosso dal Coordinamento Donne e Politiche di Genere della CISL dei Laghi e rafforza le tutele già introdotte negli anni scorsi, ampliando strumenti concreti a sostegno del reddito, del lavoro e della stabilità finanziaria
Il protocollo, firmato il 24 novembre 2025 tra ABI e organizzazioni sindacali, evolve le misure del 2019 e del 2023 e introduce nuovi pilastri per garantire non solo protezione, ma anche indipendenza economica alle donne inserite in percorsi di tutela certificati dai servizi sociali, dai centri antiviolenza o dalle case rifugio
Congedi, permessi e tutela del posto di lavoro
Per le lavoratrici del settore credito che stanno affrontando un percorso di protezione, il protocollo prevede condizioni migliorative rispetto alla normativa nazionale. Il congedo straordinario retribuito sale a quattro mesi complessivi, superando i tre mesi minimi previsti dalla legge. Sono inoltre riconosciuti permessi orari o giornalieri per colloqui con i servizi sociali e i centri antiviolenza, per la partecipazione a udienze giudiziarie e per incontri nelle strutture di protezione
Tra le misure previste figurano anche:
priorità nell’accesso allo smart working, ove compatibile con le mansioni
possibilità di trasformare temporaneamente il contratto da full time a part time
impegno delle banche a favorire la mobilità territoriale in altra filiale o città per ragioni di sicurezza, con la massima riservatezza
Inserimento lavorativo e categorie protette
Una delle novità più significative del 2025 riguarda l’impegno attivo del sistema bancario nella creazione di opportunità occupazionali. Le banche si impegnano a promuovere percorsi di assunzione mirati per donne vittime di violenza e per i figli delle vittime di femminicidio.
Le parti firmatarie sollecitano inoltre il riconoscimento di queste persone come “categorie protette”, ai sensi della legge 68/99, così da facilitare l’inserimento lavorativo e l’assolvimento degli obblighi previsti per le aziende
Sospensione di mutui e prestiti
Sul fronte finanziario, il protocollo introduce la possibilità di sospendere la quota capitale delle rate di mutui ipotecari, prestiti personali e credito al consumo per un massimo di 18 mesi, anche in modo frazionato. Il piano di ammortamento viene prolungato per un periodo pari alla sospensione, evitando segnalazioni di insolvenza. Una misura pensata per proteggere il patrimonio e garantire stabilità economica in una fase particolarmente delicata
Monitoraggio e obiettivo finale
ABI e sindacati monitoreranno l’applicazione concreta del protocollo, con particolare attenzione al numero di sospensioni concesse e ai percorsi di inserimento lavorativo attivati dalle singole aziende
L’obiettivo dichiarato è trasformare il sistema bancario in una rete di protezione sociale, nella consapevolezza che la libertà dalla violenza passa anche attraverso la dignità di un reddito e la sicurezza economica. A fare da cornice resta il numero nazionale antiviolenza e stalking 1522, richiamato anche nel materiale informativo del progetto.
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