Dalla generazione sandwich: “Sveglia alle 4.30, figli e le camicie stirate alla Totò. Restare soli fa male”
Il racconto di un padre: «Tre mesi fa il malore improvviso di mia moglie, da allora la mia vita è un cronometro: le camicie stirate "alla Totò" per risparmiare tempo e il lavoro recuperato di notte dopo aver messo a letto i figli. La stanchezza? Non posso permettermela: restare soli fa male anche ai duri»
«La stanchezza non me la posso permettere in questo momento. E penso ancora per molto». La voce di C. è quella di chi ha imparato a vivere nei margini di un’agenda millimetrica. Non c’è spazio per le sbavature quando la vita decide di deragliare tutta insieme.
La sua è una delle ormai oltre 300 testimonianze raccolte dall’indagine di VareseNews sulla cosiddetta “Generazione Sandwich”. Di solito è il racconto di chi è stretto tra figli ancora adolescenti e genitori anziani, ma C. abita un’eccezione che pesa il doppio: si occupa di numerosi figli e della moglie, colpita da un malore improvviso pochi mesi fa. Da allora, lui è l’unico ingranaggio di una macchina che non può fermarsi.
Il cronometro delle 4.30
Tutto inizia quando fuori è ancora buio. «Sveglia alle 4.30. Sistemo casa, lavatrice, asciugatrice. Alle 6 chiamo i figli delle superiori perché si preparino». Alle 7.15 tocca ai più piccoli: «Li butto giù dal letto con le bombe a mano». Poi la corsa verso le fermate, le scuole e i quaranta minuti di strada per raggiungere il posto di lavoro.
È in quel tragitto in solitudine che affiorano i pensieri. «Ti chiedi se sia eticamente giusto che sia solo tu a prenderti cura di lei, dopo quello che è successo. Ma la risposta è lì: era facile la promessa sulla gioia e la salute; quella nel dolore e nella malattia è tosta, ma doverosa».
La maschera della normalità
La giornata di C. è una staffetta senza fine. La pausa pranzo spesa in clinica per un saluto e il cambio della biancheria, poi di nuovo in ufficio fino alle 18.30. Da lì inizia il turno da “taxista” per recuperare i figli tra palestre e impegni, con le call di lavoro fatte in macchina. «Quando entro in casa indosso la mia migliore maschera di serenità per rendere i figli tranquilli. Stiamo a tavola molto per raccontarci la giornata, per scherzare. Essere in tanti è la nostra forza». Ma quando la casa tace, inizia la terza giornata. C. riaccende il portatile per recuperare le ore di ufficio fino a mezzanotte passata. Nel frattempo, altre lavatrici e camicie stirate il minimo indispensabile. «In ufficio spengo il riscaldamento per non togliere il maglione: così non si vede che stiro solo il collo e i polsini come Totò. A primavera vedremo».
La solitudine dei duri
Vivere a questa velocità ha un prezzo: otto multe e nove punti della patente persi in un solo mese. Una fretta dettata dall’urgenza di non mancare a nessun appuntamento, in un sistema dove il supporto pubblico non pervenuto. «Dal pubblico nulla, solo comportamenti non corretti. Mi aiuta solo la mia famiglia di origine».
La giornata si chiude all’una di notte con l’unica sigaretta del giorno. Un momento di silenzio prima che la sveglia delle 4.30 ricominci a suonare. «Come cantava Vasco, restare soli fa male anche ai duri. Loro non lo dicono, ma parlano con i muri. Io invece ho scritto a voi».
Il racconto continua
Frammenti di vita che confermano che il “carico di cura” non è solo un numero, ma un impatto diretto sulla salute, sul lavoro e sulle prospettive di vita di chi assiste. Vuoi raccontarci anche tu la tua storia? Bastano tre minuti: le vostre risposte ci permetteranno di costruire una mappa del carico di cura nel Varesotto.
L’EVENTO A MATERIA
La stagione delle “schiacciate”. Racconti e riflessioni sui cinquant’anni delle donne
Un incontro con Laura Turuani, psicoterapeuta nel centro Minotauro, per presentare il suo libro Le schiacciate. Vivere i cinquant’anni a testa alta tra lavoro, figli adolescenti e genitori anziani. Edizioni Solferino. Un racconto lucido e partecipe delle donne intorno ai cinquant’anni, strette tra lavoro, figli adolescenti e genitori anziani. Storie vere che parlano di stanchezza, perdita e iper-responsabilità. Ma anche di consapevolezza, solidarietà femminile e nuove possibilità di equilibrio.
A questo tema è dedicato l’incontro con Laura Turuani, in programma il prossimo 26 marzo alle 21:00 a Materia di Castronno. Prenota qui il tuo posto.
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