Giorno del Ricordo: menzione speciale per gli studenti di Vergiate al concorso regionale
Al concorso hanno partecipato 140 studenti delle province di Milano, Como, Bergamo e Lecco. Tra di loro, anche gli alunni dell'Istituto tecnico trasporti e logistica Città di Varese
La mattina di lunedì 9 febbraio, i ragazzi della classe 3D dell’Istituto comprensivo di Vergiate (nella foto) hanno ricevuto una menzione speciale alla premiazione del concorso “La strage di Vergarolla: la prima strage di innocenti della storia dell’Italia Repubblicana. 18 agosto 1946-18 agosto 2026. Nell’ottantesimo anniversario”: il premio riservato agli studenti delle classi medie e superiori istituito dalla Regione Lombardia in occasione del Giorno del Ricordo.
Al concorso di quest’anno hanno partecipato 13 scuole secondarie di primo e secondo grado delle province di Milano, Bergamo, Como, Lecco e Varese: sono stati presentati 24 lavori di gruppo (prevalentemente video), con il coinvolgimento di 140 studenti. I ragazzi della scuola di Vergiate hanno partecipato con dei testi sulla strage di Vergarolla. In concorso, anche gli alunni dell’Istituto tecnico trasporti e logistica Città di Varese.

La classifica
1° classificato
Classe 3C della SMS “Fermi” dell’Istituto Comprensivo “Carlo Porta” di Lurago d’Erba (CO), con un manifesto sulla strage di Vergarolla.
2° classificato
Classe 1C dell’ICS “San Giovanni Bosco” di Cremeno (LC), con un video sull’intellettuale e storico William Klinger.
3° classificato ex aequo
Classe 5P del Liceo artistico statale “Giacomo e Pio Manzù” di Bergamo (BG), con testi e fotografie simboliche della strage di Vergarolla.
Classe 3B dell’Istituto Comprensivo “Alessandro Manzoni” di Cologno Monzese (MI), con un e-book sulla vicenda del dottor Geppino Micheletti.
Classe 4B del Liceo statale Scienze umane “Salvatore Quasimodo” di Magenta (MI), con una poesia su Vergarolla.
Classe 1C dell’ICS “San Giovanni Bosco” di Cremeno (LC), con una videopresentazione sulla vicenda del dottor Geppino Micheletti.
La Commissione giudicatrice, presieduta dal presidente del Consiglio regionale Federico Romani e composta dai consiglieri Anna Dotti (FdI), presidente della Commissione Cultura, e Martina Sassoli (Lombardia Migliore), dai rappresentanti dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD) Anna Maria Crasti e Alessandro Cuk e dal rappresentante dell’Ufficio scolastico regionale (USR) Andrea Saba, ha valutato gli elaborati sulla base di quattro criteri (contenuti, originalità della ricerca, livello di coinvolgimento degli studenti, utilizzabilità dell’elaborato per le finalità istituzionali del Consiglio regionale e dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia – ANVGD).
«Ricordare le vittime, non significa alimentare divisioni»
Secondo il presidente del Consiglio regionale Federico Romani, il concorso è un’occasione per ricordare le vittime delle foibe, ma anche raccontare le storie deli esuli e il loro ruolo nell’Italia del secondo dopoguerra. «Oggi il vero nemico da battere è l’indifferenza – ha sottolineato Romani -. Ricordare a ottant’anni di distanza tutte le vittime della violenza del regime comunista jugoslavo non significa alimentare divisioni, ma ricordare che dietro ogni pagina di storia ci sono volti, sogni e persone vere, non numeri».
«Quella del confine orientale – aggiunge Romani – , però, è la storia di una comunità che fu costretta a disperdersi in Italia e che diede il proprio contributo a ricostruire economicamente e civilmente il nostro Paese dopo la guerra. Gli studenti, con linguaggi diversi, hanno saputo raccontare questa storia di vita attraverso le persone e i luoghi, contribuendo a ‘riattaccare’ ai libri di storia le pagine che in passato sono state strappate».
Durante la cerimonia di premiazione, gli studenti hanno ascoltato la testimonianza di Claudio Gilardi, presidente del Comitato di Milano dell’Associazione nazionale Venezia-Giulia e Dalmazia, che ha vissuto in prima persona quegli episodi drammatici. «La memoria è fondamentale perché i testimoni diretti sono sempre meno – ha raccontato Gilardi -. Da una ventina d’anni si ricorda la data del 10 febbraio, data volutamente tenuta nascosta per oltre sessant’anni e che oggi viene sempre più conosciuta dalle giovani generazioni, interessate a capire per dare il giusto peso e la giusta importanza ai fatti dell’esodo giuliano-dalmata-istriano».
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Domotronix su La guerra arriva con un pieno
Bellorinix su La disavventura di una signora di Varese, “Ho pagato l’agenzia immobiliare per una casa che non c’è più”
mtn su Strade, decoro e grandi opere: i varesini promuovono la giunta Galimberti
Felice su Le regole cambiate in corsa e il crollo di fiducia delle imprese
Paola Rachele ganna su Strade, decoro e grandi opere: i varesini promuovono la giunta Galimberti
GrandeFratello su Strade, decoro e grandi opere: i varesini promuovono la giunta Galimberti










Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.