Gli Alpini portano le bocce paralimpiche a Lonate, atleti da tutta Italia
Undici boccisti provenienti da diverse regioni italiane, sei arbitri nazionali e una palestra che per un giorno è diventata simbolo di sport, inclusione e comunità
Undici atleti provenienti da diverse regioni italiane, sei arbitri nazionali arrivati da tutta la penisola e una palestra che per un giorno è diventata simbolo di sport, inclusione e comunità. Si è svolto a Lonate Pozzolo il primo torneo interregionale di boccia paralimpica, organizzato dall’Associazione nazionale Alpini – sezione di Varese – con il coinvolgimento del gruppo Alpini di Lonate, che ha curato l’accoglienza.
Tra i protagonisti della giornata – anzi: primo promotore – anche il sottotenente Luca Barisonzi, alpino ferito in Afghanistan il 18 gennaio 2011 e rimasto paraplegico in seguito a un attacco. Ufficiale in ruolo d’onore, atleta del gruppo sportivo paralimpico della Difesa, Barisonzi è oggi anche un instancabile testimone nelle scuole, dove racconta ai ragazzi la propria esperienza umana e militare.
È stato lui, come ha ricordato Luigi Bertolli, consigliere della sezione Alpini di Varese, a lanciare l’idea: «Ci ha detto: organizzate da voi una gara di bocce paralimpiche». Da quella richiesta è nato un evento che ha portato a Lonate atleti e arbitri da tutta Italia.
«Sicuramente sarà un evento che riproporremo annualmente in provincia» ha commentato Bertolli. «Abbiamo piantato un seme, vedremo cosa crescerà», riprendendo una metafora condivisa anche da Severino Bassanese, vicepresidente nazionale degli Alpini, presente alla manifestazione.

Soddisfazione anche da parte dell’amministrazione comunale. L’assessore allo Sport Andrea Colombo ha sottolineato: «Luigi Bertolli ci ha contattato per questo evento, che abbiamo sostenuto subito con entusiasmo. Siamo contenti del risultato e del ritorno di uno sport che non si vedeva a Lonate».

La competizione, oltre al valore agonistico, ha rappresentato un momento di forte significato civile e sociale: un’occasione per ribadire il ruolo dello sport paralimpico come strumento di inclusione, determinazione e rinascita personale. E per Lonate Pozzolo potrebbe essere solo l’inizio di un percorso destinato a consolidarsi negli anni.
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