ISPiRA sulle opere pubbliche, «Senza strategia, senza futuro. Ispra chiede risposte»
Il gruppo di minoranza segnala una «preoccupante assenza di programmazione, visione e senso delle priorità» e chiede all'amministrazione sul futuro della nuova palestra comunale e delle altre strutture in programma
Dalla pista ciclopedonale di Barza, al progetto della palestra comunale, il gruppo di minoranza ISPiRA chiede all’amministrazione comunale chiarimenti sulle principali opere pubbliche in corso e in programma in paese, sollevando critiche riguardo «assenza di programmazione, visione e senso delle priorità».
Il comunicato
Sono passati quasi due anni dall’insediamento della nuova giunta comunale Di Spirito, ma continua a emergere una preoccupante assenza di programmazione, visione e senso delle priorità.
Ad oggi non si intravede alcun disegno complessivo per il futuro di Ispra: nessun piano chiaro per il territorio, per l’economia locale o per la comunità. Nel frattempo, i piccoli negozi e le botteghe continuano a soffrire, il turismo non decolla, i bisogni sociali restano in gran parte senza risposta.
Mentre la ciclopedonale di via Varese, avviata dalla precedente amministrazione, verrà forse completata nell’agosto 2026, con un ritardo di un anno e mezzo rispetto alla programmazione iniziale, la giunta ha deciso di avviare quest’anno un nuovo tratto di pista ciclopedonale in via Matteotti, nella frazione di Barza, ai confini con Cadrezzate con Osmate.
Il costo stimato è di circa 600.000 euro per 630 metri di percorso. A questo si aggiunge un secondo lotto già previsto per il 2028, di pari importo, ma senza un percorso ancora esplicitato. In totale: 1.200.000 euro in tre anni.
Pensiamo che la mobilità sostenibile sia un tema fondamentale ma una politica seria in questo ambito deve basarsi sullo studio complessivo dei flussi di traffico, delle esigenze dei cittadini e dei collegamenti strategici, non su interventi frammentari e scollegati.
La stessa Sindaca, nel proprio programma elettorale, aveva previsto la redazione di un Masterplan sulla mobilità, proprio per evitare interventi isolati e non funzionali. Di questo strumento di pianificazione, però, ad oggi non si è vista alcuna traccia.
Dal Piano triennale delle opere pubbliche pubblicato con una delibera di giunta di fine gennaio, emergono i sopracitati lotti della pista ciclopedonale ma anche opere pubbliche dovute come l’ampliamento del Cimitero su Via San Bernardino e i lavori di implementazione della piattaforma ecologica, peraltro – questi ultimi – richiesti a gran voce dal Gruppo ISPiRA all’inizio del mandato Di Spirito.
Nel frattempo, opere ben più rilevanti restano ferme.
La realizzazione della palestra comunale, del valore di circa 2.200.000 euro, prevista come opera compensativa legata alla costruzione del nuovo supermercato in via Enrico Fermi, è bloccata da due anni.
Non è stata nemmeno avviata e l’amministrazione non informa la cittadinanza né sui tempi né sulla modalità di realizzazione. Nel frattempo tutta l’area dove dovrebbe sorgere la palestra oggi è in stato di pesante abbandono mentre avrebbe dovuto essere recuperata e rigenerata.
Si tratta di un evidente rovesciamento delle priorità: mentre si investono grandi risorse in nuovi interventi ritenuti urgenti, un’infrastruttura fondamentale per giovani, associazioni e famiglie resta ferma.
Ci chiediamo se questa palestra, che sembra non piacere all’attuale giunta, verrà mai realizzata e quali siano le motivazioni fondate per bloccare il progetto, e se esse non siano solo politiche.
A ciò si aggiunge l’annuncio della futura costruzione di due strutture prefabbricate, per un totale di circa 100 mq, su Piazzale Rapazzini fronte lago, in area tipicamente soggetta a esondazioni: un “infopoint turistico” e una seconda struttura destinata a “multifunctional internet point e coworking” per lavoratori stranieri. Costo complessivo stimato per il progetto 146.600 Euro. Al di là delle scelte progettuali, restano forti dubbi sia sulle priorità sia sull’ubicazione di questi interventi, che appaiono come soluzioni isolate invece che parte di una strategia generale.
Il quadro complessivo conferma una assenza di progettualità e pianificazione, una scarsa trasparenza, investimenti sproporzionati e opere strategiche ferme.
Dove sono i documenti di programmazione? Dove sono il piano della mobilità, le strategie per il turismo, per gli eventi, per il rilancio del commercio locale? Quali criteri stanno guidando le scelte dell’amministrazione? Come immaginano il futuro di Ispra? Possibile che in 21 mesi non si sia riusciti a elaborare un piano e una strategia chiara per il paese?
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