La denuncia del sindacato Alcobas: “Stop alle progressioni economiche per i dipendenti della Provincia”
Giuseppe Jursich spiega le conseguenze della mancata attivazione delle progressioni economiche orizzontali
«La contrattazione decentrata 2025 alla Provincia di Varese si chiude senza l’attivazione delle progressioni economiche orizzontali, suscitando la dura reazione delle organizzazioni sindacali. Nonostante l’impegno profuso nelle fasi finali della trattativa per arrivare a una pre-intesa — che avrebbe consentito di sbloccare le progressioni per il 2025 e risolvere anche la questione dei Responsabili dei Centri per l’Impiego — l’accordo non è stato portato a compimento nei tempi previsti». È quanto sostiene Giuseppe Jursich che firma una nota a nome dell’A.L.Cobas Varese.
« Nella riunione del 17 dicembre abbiamo ricordato alla delegazione trattante di parte pubblica la necessità di concludere le procedure di sottoscrizione del Contratto Integrativo Definitivo (con l’acquisizione del parere dei Revisiori dei Conti) entro il 31 dicembre del 2025, data imperativa prevista dal Contratto Nazionale. Siamo venuti a sapere, invece, che la pre-intesa è rimasta ferma su qualche scrivania con la conseguenza che anche nel 2025 non saranno attuate le progressioni economiche». Una situazione che, secondo le rappresentanze sindacali, evidenzia un “sostanziale disinteresse per i diritti dei lavoratori”, aggravato dalla mancata risposta del Dirigente del Personale alle richieste di chiarimento, sia sul tema delle progressioni sia sui tempi del trasferimento del personale provinciale all’Agenzia Formativa».
Alle criticità già emerse, si aggiunge, secondo Jursich, l’approvazione del nuovo sistema di misurazione e valutazione della performance, avvenuta con delibera del Presidente della Provincia n. 17 del 29 gennaio 2026. Un atto adottato, denunciano i sindacati, senza la preventiva e obbligatoria informazione alla RSU e alle organizzazioni sindacali, come previsto dall’articolo 5 del Contratto nazionale, impedendo di fatto l’esercizio delle prerogative sindacali a tutela dei lavoratori.
“Così non è più accettabile andare avanti”, è la posizione espressa con fermezza. I sindacati condannano quanto accaduto e annunciano la valutazione di ulteriori iniziative, ribadendo che diritti e dignità dei lavoratori non possono essere sacrificati.
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