Lorenzo Giurdanella: Modica, Torino, Milano e il suo primo romanzo Un’estate
Un confronto tra radici e movimento, introspezione e tecnica, che attraverso il podcast Noise offre uno spaccato generazionale sulle incertezze del futuro e sull’importanza dell’autenticità
Lorenzo Giurdanella, siciliano, è l’ospite di questa settimana di Arianna Bonazzi e del suo podcast Noise. Lorenzo è un giovane scrittore e in questa intervista ripercorre il cammino che lo ha portato dalla sua Modica a Torino e poi a Milano, intrecciando crescita personale e nascita del suo romanzo d’esordio Un’estate. Emerge il ritratto di un giovane autore che racconta il passaggio all’età adulta attraverso lo sradicamento, la scrittura e il dialogo costante tra Sud e Nord.
Dal Sud al Nord, un percorso che diventa racconto
Il suo primo romanzo, Un’estate è un libro che nasce da un’esperienza personale, ma che prova a parlare a una generazione intera, sospesa tra incertezze, desiderio di autenticità e ricerca di sé.
Dopo il liceo, Giurdanella lascia la Sicilia e si trasferisce a Torino per studiare scrittura alla Scuola Holden. È lì che prende forma il romanzo, poi completato durante il successivo approdo a Milano. Un viaggio geografico che diventa anche interiore, segnando il delicato passaggio all’età adulta.
La Sicilia come spazio narrativo e serbatoio emotivo
Nonostante la distanza, Un’estate è ambientato a Modica, città d’origine dell’autore. Una scelta tutt’altro che casuale. La Sicilia viene raccontata come un luogo sospeso tra una bellezza “da cartolina” e una noia ciclica, capace di mettere in crisi le certezze del protagonista.
«Il Sud resta il mio serbatoio emotivo – Lorenzo Giurdanella, autore – ma avevo bisogno di allontanarmene per guardarlo con onestà». Il distacco geografico diventa così uno strumento per superare le “maschere” iniziali e trasformare l’esperienza autobiografica in qualcosa di più universale.
Scrittura, identità e psicologia junghiana
Nel dialogo con Bonazzi emerge anche il rapporto profondo tra scrittura e introspezione. Giurdanella racconta di come lo studio della psicologia junghiana lo abbia aiutato a leggere la propria crescita come un riavvicinamento all’“anima”, intesa come parte più profonda e spesso rimossa dell’identità.
La scrittura diventa allora uno strumento per sviscerare le emozioni, dare forma ai conflitti interiori e abbandonare ambizioni puramente commerciali. Un percorso che si riflette anche nel personaggio di Doc, protagonista del romanzo.
Milano, la frenesia e la consapevolezza
Il trasferimento a Milano segna un’ulteriore svolta. Se la Sicilia viene descritta come una “bolla” rassicurante ma limitante, il Nord rappresenta una realtà complessa e spesso brutale. «La frenesia di Milano mi ha costretto a fare i conti con la mia intensità e con i miei limiti – Lorenzo Giurdanella, autore –», racconta nel podcast.
Oggi l’autore si sente più “a casa” nel capoluogo lombardo che in riva al mare. Le radici siciliane restano centrali nel suo immaginario, ma il Nord gli ha fornito gli strumenti tecnici e la spinta necessaria per agire e continuare a scrivere, esplorando nuovi temi come la fisicità e il corpo.
Un dialogo che continua
Dall’incontro tra Sud e Nord nasce così una scrittura che rinuncia al successo a tutti i costi per cercare pace interiore e onestà emotiva. Un equilibrio ancora in costruzione, che Un’estate e il racconto nel podcast Noise provano a restituire con lucidità e sensibilità.
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