A Buguggiate confronto in consiglio comunale su Sieco e il nodo dell’antenna in via Pozzolo
Dal passaggio a Sieco alla nuova sede della Protezione Civile, passando per il caso dell’antenna di Iliad: il consiglio comunale di mercoledì sera ha visto un lungo dibattito su documenti e servizi
Il consiglio comunale di Buguggiate di mercoledì 18 marzo si è svolto all’insegna di un confronto con la minoranza impegnata ad esaminare nel dettaglio le scelte dell’amministrazione su temi cruciali. L’opposizione ha tenuto banco con una interrogazione, due mozioni e un’interpellanza.
La seduta ha visto i consiglieri di “Insieme per Buguggiate” porre l’accento sulla trasparenza e sulla completezza delle informazioni, a partire dalla richiesta di aggiornare il regolamento comunale per migliorare la qualità delle registrazioni e dello streaming delle sedute, garantendo così una partecipazione più efficace dei cittadini.
L’antenna di via Pozzolo
Al centro del dibattito è approdata l’interpellanza della consigliera Emanuela Pagani che riguardava la realizzazione di una stazione radio base per la telefonia mobile in via Pozzolo. A seguire il confronto, tanti cittadini, alcuni presenti, altri collegati in streaming. Il consiglio è stato anche sospeso alcuni minuti per permettere ai presenti di porre domande sulla questione.
L’opera, situata in un’area soggetta a vincolo paesaggistico, ha sollevato preoccupazioni tra i residenti, che chiedono maggiore chiarezza sulle autorizzazioni. Sul punto è intervenuto il sindaco Matteo Sambo, che ha fornito rassicurazioni sull’iter procedurale, precisando come l’amministrazione stia monitorando il rispetto di tutti i requisiti di legge e delle verifiche ambientali necessarie.
Il sindaco ha però anche riferito che la procedura è in corso ma non ancora autorizzata e che l‘antenna di Iliad, alta 36 metri, sorgerebbe su un terreno privato. L’Amministrazione ha poi ammesso di avere margini di manovra limitati a causa delle normative nazionali che favoriscono tali infrastrutture come opere di pubblica utilità, rischiando sconfitte legali in caso di diniego immototivato. La minoranza ha però ribadito l’urgenza di adottare un regolamento comunale specifico per individuare i criteri di installazione di simili impianti sul territorio, evitando incertezze future.
Affidamento a Sieco
La discussione si è poi spostata su un punto già oggetto di ampio dibattito: l’affidamento del servizio di igiene urbana alla società Sieco. Il dibattito è nato da alcune “lacune” rilevate dalla minoranza nella documentazione. Su questo fronte, il sindaco Sambo ha voluto fugare i dubbi sulla frequenza del servizio, precisando che la raccolta dell’indifferenziato sarà quindicinale, settimanale per pannolini e pannoloni.
I consiglieri Alessandro Bernasconi, Marino Maifredi ed Emanuela Pagani hanno espresso perplessità su altri aspetti del piano economico, segnalando che nel nuovo accordo non risulterebbero compresi lo spazzamento delle strade e la gestione dei rifiuti abbandonati, oltre alla mancanza di indicazioni sulla fornitura di fototrappole per il controllo del territorio.
In merito al centro di raccolta di Schianno, la minoranza ha sollevato il dubbio di una possibile sovrapposizione di pagamenti tra il contratto ponte e le determine comunali. La consigliera Pagani ha incalzato la giunta: da un lato ci sarebbe una quota di 2.500 euro mensili inserita nel contratto ponte, dall’altro una determina che prevede ulteriori 2.237 euro al mese versati direttamente al Comune di Gazzada per l’uso della struttura. Di fronte alla domanda se i cittadini stiano pagando due volte per lo stesso servizio, il sindaco e l’assessore hanno risposto che il centro di raccolta è un “argomento a parte”, rimandando ogni chiarimento a una futura interpellanza.
Sede della Protezione Civile
Tra le mozioni presentate dalla minoranze anche quella sulla sede della Protezione Civile. Un tema che ha sollevato dubbi sull’efficacia degli investimenti passati. La minoranza ha ricordato come nel dicembre 2023 il Comune avesse acquistato per circa 350.000 euro uno stabile in via Risorgimento, destinato a magazzino e sede dei volontari. Nonostante ulteriori 24.000 euro investiti nel 2024 per incarichi professionali legati alla riqualificazione, l’immobile oggi risulta sottoutilizzato, anche a causa di mancanze strutturali come l’assenza di box idonei e di un accesso funzionale. L’amministrazione ha manifestato la volontà di puntare su un immobile confiscato alla criminalità in via XXV Aprile. Il sindaco Matteo Sambo ha spiegato che si tratta di una scelta pragmatica e temporanea: per rendere operativo lo stabile di via Risorgimento servirebbero infatti altri 210.000 euro, mentre ne basterebbero 30.000 per adeguare via XXV Aprile. La mozione presentata da Cristina Galimberti, Alessandro Bernasconi, Marino Maifredi ed Emanuela Pagani è stata ritirata.
La protesta contro l’antenna a Buguggiate corre via posta: consegnata la raccolta firme
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