“E’ giunta l’ora dell’incontro. Eccomi”. Il testamento spirituale di monsignor Angelo Centemeri
Parole di fede e riconoscenza nel testamento spirituale del sacerdote che per decenni è stato punto di riferimento a Saronno e che affida alla sua comunità l’invito a vivere la fede e la carità
Riportiamo la trascrizione integrale del testamento spirituale di monsignor Angelo Centemeri, letto in conclusione del suo funerale.
È giunta l’ora dell’incontro.
Signore, tu vieni a chiamarmi: eccomi. Spero di essere riconosciuto da te, Padre buono, come un figlio.
Ho creduto in te, in Gesù tuo Figlio, mio Salvatore, e per il dono del tuo Spirito ho posto in te tutta la mia fiducia. Ti ringrazio perché mi hai chiamato alla vita e al sacerdozio. Mi hai fatto crescere nella fede di una bella famiglia e nella Chiesa, dove ho imparato a riconoscere e a fare il bene, dove ho sentito la vocazione e ho espresso il mio servizio, e nella quale voglio concludere la mia esistenza terrena.
Ti ringrazio per tanta bontà che hai suscitato attorno a me, ed anche per le prove, le fatiche e i distacchi che mi hanno insegnato a vivere, mi hanno aiutato a capire e ad amare i miei fratelli e mi hanno introdotto nel grande mistero della croce che salva.
Ti chiedo perdono. Ti chiedo perdono, e chiedo perdono a tutti, perché non ho corrisposto pienamente alle grazie e ai doni che ho ricevuto in abbondanza. Non sono riuscito sempre a far trasparire nella mia vita il tuo amore, ma ho imparato la misericordia, ho cercato di vedere il bene e di rifarlo. Spero che coloro che hanno conosciuto le mie debolezze preghino per me.
Chiedo perdono a chi avessi offeso o deluso e lo invito a guardare a te, che sei il solo buono e santo. Per quanto mi riguarda, ho perdonato di cuore.
Tu mi hai circondato di amore: a tanti sono debitore. Esprimo la mia gratitudine ai miei cari genitori per la vita e l’esempio che mi hanno trasmesso. Ricordo con affetto mio fratello Agostino, la Piera, i nipoti e i pronipoti: una grande e bella famiglia. Con loro ricordo tutti i parenti e i sestesi.
Penso con commossa gratitudine alle persone che hanno accudito la mamma, il papà e poi me. Ringrazio i miei vescovi, il seminario che mi ha formato, i confratelli e i collaboratori religiosi, religiose e laici, per la loro amicizia e per il loro sostegno nel lungo cammino percorso.
Affido al Signore tutte le persone che mi hai fatto incontrare negli anni del mio ministero: a Rescalda, alla Fontana al Suffragio, alla Gioventù Femminile di Azione Cattolica, a Cantù, a Saronno, alla prepositurale, alla Cassina e alla casa di riposo Gianetti.
Concedici di ritrovarci con te nella gioia della pienezza della vita.
A voi, miei cari, che continuate il cammino, il mio pensiero affettuoso: conservate i ricordi buoni, alimentate e vivete la fede, partecipate alla vita della comunità, pregate in famiglia e manifestate nella carità e nella gioia la speranza che ci sostiene.
Vogliatevi bene. Ricordate che i beni della terra vi sono dati perché possiate vivere dignitosamente, perché possiate aiutarvi e farne partecipi i bisognosi.
Ai giovani rinnovo la mia simpatia e passo con fiducia il testimone, certo che continueranno a costruire nella fede questa comunità.
Vi ho parlato tante volte. Ora giunge il momento del silenzio. L’offerta della mia vita dica la mia gioia di essere cristiano e sacerdote.
Mi hanno preceduto nel segno della fede: so di ritrovare i miei cari e tanti amici che mi aspettano. Vi attendo tutti nella comunione dei santi.
Vorrei salutare e sorridere a tutti e a ciascuno, per dirvi la mia gioia di essere con il Signore. Ricordatemi così.
Mi affido a Maria come un bambino alla sua mamma. Mi accompagna sempre il mio angelo custode e mi sostenga la vostra preghiera.
Vi benedico.
Accoglimi, Signore: vengo a te dopo aver portato con mani fragili il tuo dono prezioso. Confido nella tua misericordia e attendo il tuo abbraccio paterno.
Angelo Centemeri
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