“Non si può garantire tutto a tutti e subito: la sanità deve diventare un patto di responsabilità condivisa”

Carlo Nicora, direttore scientifico degli Stati Generali dell'Economia della Salute, racconta la tre giorni alle Ville Ponti di Varese: un'agorà aperta a politici, industria, università, associazioni, studenti e cittadini con un compito preciso

Nuovo direttore generale Carlo Nicora

Dal 19 al 21 marzo le Ville Ponti di Varese ospiteranno la tre giorni degli Stati Generali dell’Economia della Salute, un appuntamento che ambisce a diventare, per la sanità, ciò che il Forum Ambrosetti rappresenta per l’economia a Cernobbio.

Non un semplice convegno, ma uno spazio di confronto multilivello, in cui il tema della sostenibilità del sistema sanitario viene affrontato come pezzo dell’economia reale del paese, non solo come voce di costo.

Direttore scientifico dell’iniziativa è Carlo Nicora, manager con lunga esperienza nella sanità pubblica lombarda e oggi alla guida della Fondazione Molina di Varese.

A Ville Ponti la tre giorni dedicata all’Economia della salute: Varese vuole il suo Forum modello Cernobbio

Come è nata l’idea degli Stati Generali dell’Economia della Salute?

Il presidente Monti, con il suo ruolo istituzionale in Regione e in AIFA, un giorno mi ha raccontato questa sua idea: costruire un momento di ascolto a Varese. Io ho una storia professionale lunga nel mondo della sanità pubblica, e, quindi, ci siamo trovati subito. Da quel colloquio è nata la voglia di costruire qualcosa di diverso da un convegno.
Siamo partiti da una considerazione: il nostro sistema sanitario nazionale è sotto pressione. Essere sotto pressione, però, non significa essere un sistema cattivo. Il nostro è un ottimo sistema. Semplicemente, come accade a ognuno di noi nelle fasi più impegnative della vita, attraversa un momento difficile. Abbiamo, quindi, pensato di costruire uno spazio, un’agorà, una piazza dove mettere insieme tutti gli attori: chi ha responsabilità politica, chi governa a livello regionale o locale, le università, e il mondo industriale, con oltre cinquanta partner e sostenitori coinvolti.

Perché parlare di “economia della salute” e non solo di sanità?

Perché la salute non è solo un costo: è un pezzo dell’economia reale del paese. Dietro alla salute c’è un mondo che si muove: aziende, servizi, posti di lavoro, famiglie. Produce farmaci, ospedali, prestazioni per l’anziano. Quando parliamo di salute stiamo parlando di una componente concreta del PIL.
Tutti diciamo “la salute è un investimento, non un costo”. Ma dire investimento richiama una gestione economica. Ecco perché abbiamo voluto mettere insieme il concetto di economia con quello di salute: è un’accoppiata non così frequente, e volevamo metterla al centro del dibattito.

LA STRUTTURA DEI TRE GIORNI

Come è articolata la tre giorni?

I primi due giorni sono dedicati ai temi dell’economia della salute: equità di accesso ai farmaci innovativi, sanità digitale, assistenza domiciliare, non autosufficienza, prevenzione. Gli argomenti sono moltissimi e ognuno potrebbe essere un convegno scientifico a sé. Ma noi non vogliamo un momento scientifico: vogliamo mettere professionalità diverse attorno allo stesso tavolo e far sintetizzare uno o due concetti chiave che possano essere portati a chi ha responsabilità politica e programmatoria.
Il secondo giorno ci saranno ministri, presidenti di regione, sottosegretari: il contesto politico dirà la sua. E nel pomeriggio abbiamo previsto due momenti molto particolari, rivolti a due mondi che teniamo a valorizzare con forza.

IL FOCUS SUGLI STUDENTI

Uno di questi momenti è dedicato agli studenti universitari e liceali. Perché?
Si dice sempre che la sanità è il futuro. Ma chi è il futuro? Sono i nostri giovani. Abbiamo pensato di portare studenti universitari e liceali in una specie di talk show con tre o quattro figure che hanno responsabilità politiche o gestionali. L’idea è che, ogni tanto, anche uno studente possa fare una domanda al ministro, o possa ascoltare uno slogan del sottosegretario e confrontarsi su quello.
È un formato sperimentale, vediamo cosa ne esce. Ma il senso è preciso: se vogliamo che i giovani si sentano corresponsabili della sostenibilità del sistema sanitario, dobbiamo coinvolgerli adesso, non tra vent’anni quando siederanno ai tavoli delle decisioni.

IL RUOLO DELLE ASSOCIAZIONI

L’altro pomeriggio è dedicato alle associazioni di pazienti e al terzo settore. Cosa si aspetta da loro?
Sono oltre venti le associazioni che hanno deciso di venire. Le criticità del terzo settore le conosciamo bene: hanno avuto molti spazi per raccontarle. Questa volta vogliamo qualcosa di diverso. Abbiamo individuato quindici pilastri — li chiamo i pilastri del manifesto — e chiediamo alle associazioni di dire, attorno a quei punti, qual è la loro esperienza, cosa vorrebbero vedere scritto in un documento che firmano loro, non noi.
Al termine della giornata stileremo un manifesto sull’economia della salute. Non è nostro: è loro. Noi diamo lo spazio e la data, loro ci mettono la voce e la firma.

IL VILLAGGIO APERTO E LA PREVENZIONE

Il sabato, invece, è aperto ai cittadini. Cosa prevede?

Lo abbiamo chiamato “villaggio aperto”. È un momento per la città: chiunque può entrare in contatto con medici, infermieri, tecnici, e con l’ATS, che fa da capofila. Si potranno fare piccole prestazioni, ricevere spiegazioni, accedere a interventi di prevenzione.
La prevenzione è ancora la Cenerentola del sistema: finanziata con meno del 5% del Fondo Sanitario Nazionale, con adesioni agli screening che non arrivano nemmeno alla metà dei destinatari. Eppure solo i quattro screening proposti evitano ogni anno un numero enorme di tumori. Come si cambia? Costruendo consapevolezza. Dobbiamo far sì che la prevenzione diventi un bisogno percepito, come l’acqua nel deserto, il pane quando si ha fame, l’ombrello quando piove. Non solo risposta a un bisogno di salute, ma bisogno in sé, che il cittadino chiede e a cui aderisce.
Dobbiamo avere il coraggio di dire che non possiamo dare tutto a tutti, subito, e che la sostenibilità è un dovere che si costruisce insieme.

Alle Ville Ponti di Varese il Villaggio della Salute: screening, counselling e prevenzione gratuiti per tutti

PERCHÉ VARESE, PERCHÉ ADESSO

Perché proprio a Varese? In cosa si differenzia questa iniziativa dalle tante che già esistono?

Da varesino dico, con orgoglio, che essere organizzato a Varese, in Lombardia, non è secondario. La Lombardia ha qualcosa da dire sul sistema sanitario regionale, e questo è un tentativo per raccontarlo nel rispetto del ruolo centrale dello Stato.
Manifestazioni simili ce ne sono molte, non abbiamo inventato l’uovo di Colombo. Ma mettere insieme sistematicamente l’economia reale e la salute  nel titolo non è così frequente. E, soprattutto, c’è l’obiettivo di non fermarsi a una sola edizione: l’idea è costruire un appuntamento annuale, tornare l’anno prossimo e poter dire — su ciascuno dei punti — siamo andati avanti, siamo andati indietro, dobbiamo ancora lavorarci.

La “responsabilità condivisa” sembra il filo rosso di tutto il suo ragionamento.

È il mio mantra, sì. Responsabilità condivisa significa che ogni attore si siede al tavolo, dice la sua, ma prima di alzarsi condivide azioni e priorità. Le priorità diventano scelte, le scelte producono risultati. Perché se non accettiamo che il sistema ha dei limiti, non possiamo garantire tutto a tutti.
C’è una differenza enorme tra bisogno e aspettativa. Il bisogno è misurabile, è uguale per tutti, ed è quello che il sistema sanitario nazionale è tenuto a soddisfare. L’aspettativa cresce ogni volta che alza l’asticella e non la raggiungerai mai. Se spostiamo l’attenzione dal bisogno alle aspettative, ci abbaglieremo.
La sostenibilità della sanità non è un problema di altri. È un problema di tutti. E la cura — questo tengo a dirlo — non è qualcosa che si merita. È un diritto che si garantisce. La nostra responsabilità è garantirla. Il dovere di tutti è renderla sostenibile, insieme.

Tutti gli eventi

di aprile  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Alessandra Toni
alessandra.toni@varesenews.it

Sono una redattrice anziana, protagonista della grande crescita di questa testata. La nostra forza sono i lettori a cui chiediamo un patto di alleanza per continuare a crescere insieme.

Pubblicato il 17 Marzo 2026
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.