Senzatetto, SEL propone di creare una struttura di accoglienza
In città aumentano le persone senza casa, italiane e straniere. E il freddo è un rischio, come ha dimostrato il caso dell'uomo morto a Varese. "Unire solidarietà e legalità"
"Bisogna attrezzarsi, culturalmente e anche fisicamente, con spazi di accoglienza come ne esistono già in molte realtà italiane". Sinistra Ecologia e Libertà riprende il tema della povertà e propone esplicitamente la creazione di una struttura stabile per dare riparo ai senzatetto: una realtà di cui a Gallarate si è parlato a vote anche in passato, ma che mai si è concretizzata. A rendere urgente la scelta da fare è la dimensione del fenomeno che diventa sempre più visibile e drammatico anche nella ricca provincia di Varese: lo dimostrano i casi dei senzatetto italiani morti di freddo a Varese (nella foto, un giaciglo improvvisato), lo dimostrano i casi dei rom che fino a poco tempo fa erano accampati all’aperto sotto la Mornera (scacciati da un’area delle ferrovie con l’intervento della polizia). O ancora le segnalazioni di persone senza casa che si rifugiavano nel parcheggio sotterraneo di via Bonomi.
"Non servono chissà che competenze per poter stimare che a causa della crisi le persone che cercheranno di arrangiarsi per sopravvivere (magari rubando nei centri commerciali) aumenteranno", scrive SEL in un comunicato che segnala l’urgenza di un intervento. "Non ci vuole chissà quale fantasia per prevedere che, a causa di situazioni politiche e sociali, disastri ambientali, scarso accesso a cibo e acqua, i movimenti migratori dal Sud aumenteranno. Gli effetti della crisi sulla vita reale delle persone rendono urgente una riflessione sul delicato rapporto fra solidarietà (che non può essere ridotta a mero pietismo) e legalità (che non può essere fredda applicazione della legge, anche quando ingiusta, o peggio applicazione solo di alcune leggi). Questo significa che alla legittimità delle operazioni di polizia, occorre affiancare un’attività amministrativa, in collaborazione con la comunità civile, che offra la possibilità di mantenere la decenza di una dignità umana riconosciuta e soccorsa". Parole che suonano proprio come un invito all’amministrazione ad intervenire anche sul fronte della solidarietà, dopo essere intervenuti celermente su quello della sicurezza (ad esempio proprio sul Seprio Park).
Per i vendoliani è necessario attrezzarsi "culturalmente, per essere in grado di affrontare adeguatamente una società che resta insicura e incerta", ma appunto anche attrezzarsi fisicamente "con spazi di accoglienza come ne esistono già in molte realtà italiane". È un tassello importante che completerebbe il lavoro che si fa su altri fronti, ad esempio con i servizi della Caritas o della mensa dei poveri. "Occorre recuperare del tempo perduto in questo campo. Ed è necessario farlo subito. Occorreranno risorse, certo. Molte ne sono state sprecate negli anni passati, ma abbiamo la possibilità di avviare adesso la programmazione e lo sviluppo di una convivenza sociale a misura dei soggetti più fragili; una città a misura di bambino, portatori di handicap, donne, anziani, ma anche poveri e immigrati da accogliere".
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