“Riportiamo a casa Francesco, anche Casorate può dare una mano”
Francesco Azzarà, operatore di Emergency in Darfur, è nelle mani dei rapitori da due mesi e mezzo. Il blog Casoratenews chiede al Comune di aderire alla campagna per la sua liberazione
Anche Casorate Sempione può fare la sua parte per riportare a casa Francesco Azzarà, l’operatore di Emergency rapito in Darfur il 14 agosto scorso. «Emergency ha chiesto che i comuni italiani diano un segno di vicinanza a Francesco e alla sua famiglia oltre che all’associazione attraverso l’esposizione di un manifesto con la foto di Francesco e una scritta che invoca la sua liberazione», spiega Simone Castiglione, casoratese, attivista nel gruppo di Emergency di Busto Arsizio. «Da sostenitore e membro di Emergency ho deciso di chiedere al comune di esporre quindi questa fotografia anche a Casorate. Sabato andrò dal sindaco per fare questa richiesta». Casorate si potrebbe aggiungere così a tante comuni – grandi e piccoli, da Udine a Bari passando per Lombardia, Toscana, Lazio – che hanno lanciato la mobilitazione per riportare l’attenzione sul caso di Francesco, nelle mani dei rapitori da due mesi e mezzo. In Darfur, Sudan, Emergency ha un centro pediatrico nella località di Nyala, dove Francesco Azzarà (che ha 34 anni e viene dalla provincia di Reggio Calabria) si occupava della logistica.
La campagna per coinvolgere Casorate Sempione nella mobilitazione per Francesco è stato lanciata attraverso il nuovo blog Casoratenews, animato proprio da Simone Castiglione.
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