Guenzani riparte dal dialogo con la città
Presentato il programma del centrosinistra: si punta sul confronto attivo con cittadini e associazionismo. "Il PdL è un sistema di potere, ha per obbiettivo la vittoria, costi quel che costi"
Edoardo Guenzani apre la sfida al centrodestra: un programma molto articolato, l’appoggio di una lista civica e una coalizione allargata sono i punti di forza rivendicati dal candidato del centrosinistra. La sfida è aperta e c’è voglia anche di un confronto diretto: «il nostro candidato è pronto ad un confronto con Massimo Bossi. Anche a casa di Bossi, se necessario» ironizza il segretario del Pd Giovanni Pignataro, riferendosi al fatto che il candidato del PdL ha disertato per impegni il confronto al Melo di venerdì e mancherà (così ha detto) anche a quello alle Acli, mercoledì. «Anche a casa sua, anche in un giorno festivo. Basta che le domande le possano fare i giornalisti e non Nino Caianiello» attacca Pignataro.
Il centrosinistra punta molto sul dettaglio del programma, sul confronto attivo con i quartieri e con l’associazionismo: «Abbiamo lavorato con il metodo della partecipazione, la più estesa possibile» spiega Guenzani, che dopo l’abbandono
della politica quindici e più anni fa si è dedicato alla professione d’ingegnere e al volontariato (è presidente della cooperativa Iris). «Un impegno – spiega ancora Guenzani – per cambiare, rispetto ad un sistema consolidato in dieci anni, attento più alla gestione del potere che al servizio dei cittadini». Di fronte a questo sistema di potere il centrodestra «ha come unico obbiettivo la vittoria, costi quel che costi».
Il programma è stato sottoscritto dalla lista civica "Città è vita" («l’unica vera lista civica» rivendica il coordinatore Marco Montemartini), dal Pd, Sinistra Ecologia e Libertà, Italia dei Valori, repubblicani e socialisti. Guenzani si dilunga soprattutto su alcuni obbiettivi: dall’impegno a «rivedere il Pgt, con la revoca e la riadozione, riaprendo alle osservazioni e alla partecipazione» all’idea di «un grande parco urbano attrezzato a Madonna in Campagna, per mantenere un polmone verde per la città», alle scelte di viabilità sul centro («riattiviamo l’accesso da via Venegoni, che era centrale e ora è deserta»). Sulla cultura il centrosinistra rivendica la proposta di accorpare le Fondazioni che gestiscono Maga e teatri (idea che ora persino Massimo Bossi sta valutando) e di puntare anche sulla valorizzazione delle associazioni e sulla libera espressione dei cittadini, non solo sui grandi eventi. Su Amsc si propone di ridurre le società «al numero minimo imposto dalla legge».
Niente di rivoluzionario, insomma. Per il centrosinistra dopo dieci anni di governo del centrodestra bisogna ripartire dai fondamentali, dalle scelte di rigore sul bilancio («l’etica di bilancio è la base«, dice Montemartini) e dal confronto con i cittadini e con il mondo del volontariato e dell’associazionismo, «che hanno le mani e la testa nella città reale», dice Cinzia Colombo. Il segretario del Pd Pignataro, facendo il verso allo slogan del PdL, sintetizza: «Discontinuità per la normalità».
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