Serata di festa nello Speroni occupato dai giocatori
I tifosi hanno organizzato una grigliata per i biancoblù asserragliati all'interno del perimetro dello stadio. Il vicesindaco Armiraglio: «Pattoni deve risolvere il problema entro fine mese»
La seconda giornata di occupazione dello stadio Speroni di Busto Arsizio da parte dei giocatori, dell’allenatore, dello staff e dei tifosi si è conclusa con una grigliata e una grande festa. Le decine di chili di carne messi a disposizione da un noto macellaio di Busto Arsizio sono andati a ruba in poco tempo, cucinata dalle sapienti mani di alcune mogli di tifosi, anch’esse tifose della storica maglia biancoblù. Giovanni Pellegatta, tifoso bustocco, racconta come è nata l’iniziativa: «La carne l’ha messa a disposizione il macellaio Piran – racconta – poi abbiamo fatto partire il tam tam su internet, tramite il forum dei tifosi e abbiamo recuperato i gazebo, i tavoloni e le griglie».
In effetti sembra di essere alla Festa dell’Unità tra vino rosso, salamelle, bistecche e panini. I giocatori ringraziano e addentano gli stuzzicanti pezzi di carne mentre ridono e scherza con i loro supporters. Intorno girano telecamere, giornalisti e l’inviato della trasmissione radiofonica di Radio 2 Caterpillar, Marco Ardemagni, che ha effettuato un collegamento in diretta dalla grigliata con Filippo Solibello e Massimo Cirri. Anche il Tg2 questa sera, giovedì, ha dedicato un servizio ai tigrotti e alla loro iniziativa. Questa notte altri dieci giocatori dormiranno sulle brandine allestite negli spogliatoi e daranno il cambio a quelli che hanno dormito la prima notte.
Intanto dal patron della società Massimo Pattoni perdura il silenzio assordante anche se è stata assicurata la trasferta di Sacile prevista per domenica. Domani, secondo quanto dichiarato ieri, dovrebbero essere effettuati i primi versamenti promessi da almeno dieci giorni. I giocatori continueranno nella loro azione di protesta almeno fino a sabato. L’obiettivo di tutti è quello di salvare la tradizione calcistica bustocca e di ottenere il pagamento degli stipendi arretrati per tutti i giocatori e lo staff. Dal comune a parlare è il vice-sindaco Alberto Armiraglio, già presidente della Pro Patria: «Si può condividere o no la forma di protesta adottata ma è evidente che ormai la situazione alla Pro Patria è giunta ad un punto oltre il quale è difficile tornare indietro. Ho sentito ancora oggi Massimo Pattoni, noi non possiamo intervenire in maniera diretta e abbiamo chiesto a lui di intervenire in maniera chiara per risolvere questa crisi societaria che ormai va avanti da molto tempo. Lui ci ha assicurato che non si andrà oltre marzo».
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